Genovesi nella storia
Descritti nella lingua originale ed in italiano, a cura di Ebe Buono Raffo, pubblicato da poco da ECIG (Genova) .
Più di un libro di narrativa, è un incrocio originale come la sua autrice, tra un saggio di cultura popolare e una reinvenzione creativa degli stilemi della narrativa locale, il tutto condito da un ottimo Genovese.
La freschezza e l’immediatezza del Genovese consente una agile lettura, a tratti divertita, a tratti riflessiva; il lettore si muove a proprio agio, accompagnato per mano dall’autrice, tra i grandi della Superba.
La traduzione in Italiano è precisa e puntuale.
Ci sono molte curiosità storiche, si impara divertendosi insomma, e alcuni medaglioni storici dei personaggi sono particolarmente riusciti; le figure femminili in primis, forse per la sensibilità dell’autrice, come Caterina Fieschi Adorno, Virginia Centurione Bracelli Grimaldi o ancora Luigia Pallavicini o la celebre Duchessa di Galliera.
Spesso l’incipit è incisivo e il finale sorprendente, altre volte il personaggio mette la parola fine alla propria storia con sobrietà, secondo il più genuino genovese style.
Alcune vite sono esemplari o fonte di considerazioni di buon senso; chiudendo il libro si può dire che in qualche modo i grandi personaggi storici tratteggiati, con quella faccia un po’ così, ci assomigliano, se pensiamo al vecchio adagio sulla genovesità: sono genovese riso raro stringo i denti e parlo chiaro.

copertina del saggio di Ebe Buono Raffo



sono una genovese doc nata cresciuta e vivo in questa città che amo
ho letto il libro in lingua originale mi è piaciuto tanto che in alcuni punti
mi sembrava di far parte del racconto
è decisamente bello si legge bene i personaggi sono descritti storicamente ma hanno la grinta e la verve della scrittrice che ho l’immenso piacere di conoscere BRAVA EBE
e……non tocchino la nostra Lanterna che nel libro l’autrice la fa diventare e parlare come una gran dama imponente ,utile e degnissimo simbolo della nostra citta’
Commento di patrizia — 24 agosto 2009 @ 19:03
ciao Patrizia sono felice per questo lusinghiero commento nei confronti di Ebe Buono Raffo, se lo merita senz’altro, anzi le auguro di scrivere presto un altro bel libro come questo
che ospiterò volentieri nel mio blog.
alessandra
post scriptum mi pare di capire che i simboli di genova, la lanterna in primis, ma anche la so called sopraelevata, siano sempre al centro di dibattito civile e politico. succede quando gli amministratori non parlano a sufficienza con i cittadini secondo me, ne’ scendono in citta’ a dare un’occhiata a come si vive nei quartieri popolari, come si lavora, qual e’ la qualita’ della vita.
succede da voi, ormai a Zena mi sento di passaggio e leggera, anche se ci sono nata e vissuta 25 anni, succede da noi, a Cagliari fanno e disfano quartieri senza criterio e senza amore per le persone e rispetto per l’ambiente, la zona piu’ bella della citta’, in riva al mare, e’ purtroppo anche la piu’ degradata e lasciata a se stessa, parlo di S.Elia. sic sic. alla prossima
Commento di alessandra — 25 agosto 2009 @ 14:37