Genovesi nella storia

 Archiviato in: FRIENDS — Alessandra Guigoni @ lug 1st, 2009

Descritti nella lingua originale ed in italiano, a cura di Ebe Buono Raffo, pubblicato da poco da ECIG (Genova) .

Più di un libro di narrativa, è un incrocio originale come la sua autrice, tra un saggio di cultura popolare e una reinvenzione creativa degli stilemi della narrativa locale, il tutto condito da un ottimo Genovese.

La freschezza e l’immediatezza del Genovese consente una agile lettura, a tratti divertita, a tratti riflessiva; il lettore si muove a proprio agio, accompagnato per mano dall’autrice, tra i grandi della Superba.

La traduzione in Italiano è precisa e puntuale.

Ci sono molte curiosità storiche, si impara divertendosi insomma, e alcuni medaglioni storici dei personaggi sono particolarmente riusciti; le figure femminili in primis, forse per la sensibilità dell’autrice, come Caterina Fieschi Adorno, Virginia Centurione Bracelli Grimaldi o ancora Luigia Pallavicini o la celebre Duchessa di Galliera.

Spesso l’incipit è incisivo e il finale sorprendente, altre volte il personaggio mette la parola fine alla propria storia con sobrietà, secondo il più genuino genovese style.

Alcune vite sono esemplari o fonte di considerazioni di buon senso; chiudendo il libro si può dire che in qualche modo i grandi personaggi storici tratteggiati, con quella faccia un po’ così, ci assomigliano, se pensiamo al vecchio adagio sulla genovesità: sono genovese riso raro stringo i denti e parlo chiaro.

copertina del saggio di Ebe Buono Raffo

copertina del saggio di Ebe Buono Raffo

2 commenti »

  1. sono una genovese doc nata cresciuta e vivo in questa città che amo
    ho letto il libro in lingua originale mi è piaciuto tanto che in alcuni punti
    mi sembrava di far parte del racconto
    è decisamente bello si legge bene i personaggi sono descritti storicamente ma hanno la grinta e la verve della scrittrice che ho l’immenso piacere di conoscere BRAVA EBE
    e……non tocchino la nostra Lanterna che nel libro l’autrice la fa diventare e parlare come una gran dama imponente ,utile e degnissimo simbolo della nostra citta’

    Commento di patrizia — 24 agosto 2009 @ 19:03

  2. ciao Patrizia sono felice per questo lusinghiero commento nei confronti di Ebe Buono Raffo, se lo merita senz’altro, anzi le auguro di scrivere presto un altro bel libro come questo :) che ospiterò volentieri nel mio blog.

    alessandra

    post scriptum mi pare di capire che i simboli di genova, la lanterna in primis, ma anche la so called sopraelevata, siano sempre al centro di dibattito civile e politico. succede quando gli amministratori non parlano a sufficienza con i cittadini secondo me, ne’ scendono in citta’ a dare un’occhiata a come si vive nei quartieri popolari, come si lavora, qual e’ la qualita’ della vita.
    succede da voi, ormai a Zena mi sento di passaggio e leggera, anche se ci sono nata e vissuta 25 anni, succede da noi, a Cagliari fanno e disfano quartieri senza criterio e senza amore per le persone e rispetto per l’ambiente, la zona piu’ bella della citta’, in riva al mare, e’ purtroppo anche la piu’ degradata e lasciata a se stessa, parlo di S.Elia. sic sic. alla prossima :)

    Commento di alessandra — 25 agosto 2009 @ 14:37

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