frutta brutta ma buona
di Alessandra Guigoni
La frutta che non è tonda, levigata, brillante non piace… piace la frutta da esposizione si dice sempre, quella che sembra di cera o di plastica da tanto è lucida e perfetta.
Eppure esistono un bel po’ di varietà locali di frutta che sono straordinariamente buone anche se hanno un aspetto stravagante, fuori dai canoni estetici a cui ci ha abituato negli ultimi 30 anni la grande distribuzione.
Qualche esempio? In inverno nei mercati di Cagliari si trova la mela che viene definita scherzosamente brutta ma buona (brutta bona), acciaccatiella alla vista, opaca anche, ma di una dolcezza squisita e che si conserva a lungo.

E a fine giugno compare nei banchi dei mercatini la pesca galletto (su pressiu gallettu) dalla forma schiacciata ai poli, a pasta bianca, pesca che ricorda forse i bargigli dei galli, semplicemente squisita. Non e’ dissimile dalla pesca tabacchiera coltivata tradizionalmente in Sicilia.
Tagliata a fettine eccompagnata da una spolverata di zucchero di canna e un bicchiere di moscato è un ottimo dessert.

Nei giardini del cagliaritano poi c’è ancora una varietà di limone che va scomparendo, la Santu Ghironi (che Adrea Manca dell’Arca nella sua opera tardo Settecentesca sull’Agricoltura di Sardegna denomina limone di San Girolamo) allungata, con una buccia aromatica meravigliosa, che infatti veniva usata grattugiata per la composizione di numerosi dolci campidanesi.

E l’elenco dei prodotti della biodiversità coltivata locale potrebbe continuare…



la pesca tabacchiera siciliana, presidio slowfood, mi dicono essere molto simile alla pesca galletto di cui parlo io. profumatissima e squisita.
Commento di alessandra — 8 agosto 2009 @ 15:28