etnografia del “popolo dell’autostrada”
di Alessandra Guigoni
I giornalisti (non tutti) a volte sono troppo forti. Dopo aver inventato l’espressione/etichetta qualunquista e strapaesana vu cumprà, che ha furoreggiato per anni sui quotidiani, ecco che da qualche anno, ogni estate, puntualmente compaiono i titoloni tormentone de il popolo della notte (quelli che vanno in Discoteca), e udite udite il popolo dell’autostrada.
Su questi due pilastri si reggono gli articoli del fine settimana dei maggiori quotidiani cartacei ed elettronici. In particolare si sprecano i consigli e i servizi televisivi su come fare partenze intelligenti e su come sostentarsi in viaggio: in una parola cibo e bevande, evitando colpi di calore, disidratazione e malnutrizione, come se si dovesser compiere un’attraversata eroica nel Deserto del Sahara insomma.
Come se la pratica di compiere un tragitto in automobile per alcune centinaia di kilometri ogni estate per andare in vacanza (ossia in ferie, che è l’assenza accordata dal datore di lavoro al dipendente non per motivi di salute ma di diletto) bastasse a etnicizzare una massa di persone che spesso in comune tra loro hanno davvero poco: chi va in montagna, chi al mare, chi torna a casa, molto spesso da nord a sud o da est a ovest del bel paese; chi viaggia leggero e chi pesante, chi da solo e chi in famiglia, chi in Volvo e simili e chi ripiega su di una utilitaria.
Ma tant’e'… Il popolo dell’autostrada sceglie le ferie in massa sempre agli inizi di Agosto, e viene regolarmente redarguito dai principali mass media italiani. Addirittura col bollino nero, che anche visivamente mette tristezza e induce nei più scaramantici ad una serie di opportune e apotropaiche pratiche anti iattura…E ritorna sempre il 16 agosto o giù di lì, quando sulle autostrade si formano gorghi gorgonici, quando i computer degli aeroporti vanno in tilt, quando le ferrovie traballano…

Del resto se l’Industria o ciò che ne rimane chiude ad agosto… l’Operaio ad agosto va in ferie, che altro deve fare?
E così oggi sul Corriere.it veniamo a scoprire una serie di utili informazioni che certo allieteranno chi legge: il libro più acquistato in quei paradisi di sciocchezzai che sono gli autogrill (e luoghi simili) sono Scusa ma ti voglio sposare di Moccia, insomma trionfa il soap opera style of life, ma dopo Camilleri e Faletti, già cult, al sesto posto troviamo Smettere di Fumare e Avvocato di me stesso, due titoli che ci raccontano di quanto nervosismo ci sia nel popolo dell’autostrada… Nei CD trionfa Michael Jackson, come era comprensibile, e a seguire i Successi dell’estate, compilation sempre diverse sempre uguali che il popolo dell’autostrada immagino spararsi in vena nelle lunghe code o nelle brevi soste nelle apposite aree attrezzate… insieme alla Pausini e al Liga.
Veniamo al cibo: il caffe’ è l’articolo più venduto negli autogrill. E ora chi lo racconta al popolo dell’autostrada che il caffe’, il rito del caffe’ intendo, non e’ di origine italiana bensì arabo? Dal Vicino Oriente tramite la Turchia giunse in Europa nel corso del XVII secolo dove si spartì col the indiano il vecchio continente: chi beve the, come gli Inglesi, chi beve caffe’, come noi. Già mi immagino qualche purista dell’italica cultura gastronomica cercare una bevanda autoctona da sostituire all’esotico caffe’, magari dell’idromele, purche’ bevuto in rudi tazze di legno.
Veniamo ai panini: trionfano il Rustichella, e poi noblesse oblige il Camogli e il Capri, mai che un panino si chiami Quarto Oggiaro o Sesto Fiorentino, mentre tra le pizze al trancio ci sono al top la Margherita, la Superdiavola e la Provolina verdure. Presumo che la Superdiavola sia molto piccante, spesso nomina sunt consequentia rerum, anche se non sempre, e i commercianti tendono a semplificare esemplificando in modo da non doversi dilungare nelle spiegazioni al popolo dell’autostrada.
Anche sulla pizza ci sarebbe da ragionare, è un prodotto assolutamente geniale, frutto dell’incontro tra l’antica e mediterranea pita con l’americanissimo pomodoro e la squisita mozzarella a dimostrazione che la mescolanza è creatività. Un prodotto moderno però, un piatto codificato e pienamente incorporato nella cultura gastronomica italiana nell’Ottocento, a partire da Napoli.
Le aree di servizio dove ci si ferma di più a mangiare sono Sasso Marconi, Anagni e Fiorenzuola: quasi come cattedrali per il cosiddetto popolo dell’autostrada, stazioni di servizio oggetto di culto popolare, dove rifocillarsi ma anche dove andare appositamente per ritrovarsi e riscoprirsi “popolo”, collettività, anche se non ci sono i mondiali di calcio. Meglio di niente.




Che dire del tuo post ?
ineceppibile, caustico ,istruttivo
Commento di salvatore — 10 agosto 2009 @ 11:22
Sospetto che se un terribile cataclisma un giorno spezzasse la penisola in due all’altezza di Bologna (magari un maremoto che facesse confluire le acque dell’Adriatico nel Tirreno lasciando un braccio di mare in mezzo) loro continuerebbero a tentare la migrazione ferragostana buttandosi in acqua come milioni di lemmings (però con la Rustichella in bocca e il tomo intonso del Moccia in tasca).
Commento di aquatarkus — 10 agosto 2009 @ 15:38
Complimenti per il nuovo sito, ma soprattutto per la scelta di pubblicare tutto il materiale online. La digitalizzazione ed indicizzazione dei contenuti potrebbe essere una svolta epocale per l’antropologia, ed il mondo accademico italiano è ancora una volta in un inaccettabile ritardo nel salire su tale treno. Un solo appunto: ma c’è il feed rss per i commenti e non per i post?!
(oppure sono così tonto io da non trovarlo?)
Commento di azz — 10 agosto 2009 @ 22:58
bon, il feed funziona all’indirizzo http://www.etnografia.it/feed/ . Ti consiglio di linkarlo da qualche parte in home page
Commento di azz — 10 agosto 2009 @ 23:48
grazie Azz per questo e per gli altri commenti
buona giornata!
alessandra
Commento di alessandra — 11 agosto 2009 @ 07:44
Il vostro carinissimo webmaster ha reso disponibile i feeds tramite l’elegante icona personalizzata.
Commento di Salvatore Mulliri — 11 agosto 2009 @ 11:49
lodi, lodi, lodi al comitato
grazie! l’icona e’ strepitosa.
Commento di alessandra — 11 agosto 2009 @ 14:03
Con buona pace dei giornalisti, io sopravvivo anche senza essere informato delle attività del popolo dell’autostrada( e men che meno di quello della notte). Apprezzerei invece qualche approfondimento sul popolo dei gentiluomini e gentildonne, che notoriamente è una minoranza etnica scarsamente protetta.
Commento di Francesco — 12 agosto 2009 @ 14:24
i gentili uomini e donne sono in via di estinzione, e come dici tu nessuno li tutela, anzi…
domani mi occupero’ delle 2 tribu’ del Ferragosto, apocalittici e integrati, ma con ironia e leggerezza …;)
Commento di alessandra — 12 agosto 2009 @ 15:37