le tribù del ferragosto: apocalittici e integrati
di Alessandra Guigoni
Ogni anno a Ferragosto o Mesaustu come si dice in Sardegna, che poi è considerato, giustamente, una specie di Capodanno, che segna simbolicamente ma anche concretamente la fine del vecchio e l’inizio di un nuovo anno agricolo e pastorale, si fronteggiano due tribu’ dalla filosofia di vita opposta e inconciliabili: gli apocalittici e gli integrati del Ferragosto appunto. Ci sono poi anche le minonanze, ovvio, coloro che adottano comportamenti compromissori tra le due anime della festa, ma non fanno massa critica, non sono trendy, lasciatemelo dire, dunque ci concentreremo solo sulle tribu’ principali.
Gli apocalittici sono un po’ snob, in misura diversa a seconda dello status sociale, economico e culturale; rifuggono gli eventi, le mode e i cibi nazional popolari, si concentrano su tutto ciò che è consapevolemente e inequivocabimente “di nicchia”, meglio se sconosciuto a tutti tranne che ai soliti noti. Dunque a Ferragosto niente pranzi in agriturismo stile capodanno, niente pranzi al grand restaurant con i nonni, niente barbecue in giardino con amici e parenti stretti, nessuna gita fuori porta, se non per andare a trovare l’amico che ha aperto un B&B con orto biodinamico annesso e allevamento di ovaiole certificato. A Ferragosto l’apocalittico può anche leggere sotto l’ombrellone ma in una spiaggia irraggiungibile dai più, e naturalmente leggere la traduzione italiana di uno sconosciuto giallista danese o uzbeco, o le poesie di un lappone emigrato in Turchia, oppure (vedi sopra) trascorrere la mattina raccogliendo uova nel B&B dell’amico biodinamico. Al limite prenota una stanza per la famiglia a Milano Marittima, ma lui/lei rimane chiuso nel suo studio a fumare e a fare teleconferenze oltre oceano o a fare sudoku in bagno.
Gli integrati invece aderiscono entusiasticamente alle proposte familiari e amicali più strampalate, pericolose, costose e dannose: andare al mare partendo da Bologna alle 11 del mattino, pranzare nell’agriturismo più caro della provincia di Cuneo insieme a 49 amici del liceo che non si vedono da 20 anni, il cui risultato sara’ una gastrite, o fare una gita in canoa nello specchio di mare di Chia (Ca) non sapendo assolutamente nuotare ne’ pagaiare, fare la maratona dal villaggio Valtur a quello Med in Tunisia, promosso dai cosiddetti animatori (sciroccati), con 40 gradi all’ombra nel primo pomeriggio. Gli integrati partono dal presupposto che Ferragosto va festeggiato, e ce la mettono tutta per farlo alla grande. La serata degli integrati si conclude in tre modi: o al pronto soccorso per un lieve malore, o in coda al ritorno dai laghi, dal mare o dalla montagna, o davanti ai fuochi artificiali in paese (la più auspicabile, ma la meno comune). La serata degli apocalittici si conclude litigando con il/la coniuge che ha dovuto sopportare il più triste Ferragosto della sua vita (parole sue), e/o davanti ad una camomilla tiepida e un film di Totò.
L’idolo degli apocalittici e’ Camilleri ma anche Nanni “Sacher” Moretti, i suoi film a Ferragosto sono un cult, l’idolo degli integrati e’ Briatore (per i soldi e la di lui moglie) e anche Corona (per la di lui fidanzata), ma va forte anche Schumacher, anche se per viltade fece il gran rifiuto di tornare sulla Rossa.
Attenzione che la dicotomia destra/sinistra non funziona come uno spartiacque sicuro: ad esempio ci sono molti apocalittici centristi e parecchi integrati di sinistra.
La tenuta dell’apocalittico medio è la maglietta bianca con pantalone al ginocchio, il rayban modello aviator e La repubblica sotto braccio, l’integrato ha la maglietta Fred Perry color fragola, shorts di marca, il marsupio D&G o cinese e La settimana enigmistica che sta fa capolino dal marsupio. L’apocalittico femmina o apocalittica compra spesso griffato ma solo ai saldi o nella boutique della cognata, i suoi colori sono il beige, il verde marcio e il nero, una specie di mimetica insomma, in borsa ha l’iphone e il burrodicacao senzaprofumosenzacolorantisenzaconservanti, l’integrata adora indossare tuniche dei colori più sparati e sgargianti, ne ha una cinquantina in valigia, d’estate usa solo borse di paglia e fa la french anche alle unghie dei piedi. In borsa ha almeno un libro della Kinsella e un lucidalabbra glitter che più glitter non si può.
Aldo Fabrizi lo considero un apocalittico ante litteram che per ragioni pratiche doveva integrarsi.

E buon Ferragosto a tutti!



Aiutt… Per un momento le ovaiole biodinamiche mi hanno fatto temere di essere un’apocalittica! Ma per fortuna resto una promiscua dai comportamenti compromissori, oppure sono talmente apocalittica da essere felice di non far parte della massa critica? :-O
Questo articolo è uno spasso, grazie etnografa.
Commento by elena — 13 agosto 2009 @ 09:25
Apocalittici, integrati, o “misti”: in tutti i casi, a mio avviso, si tratta di individui incapaci di emanciparsi da coazioni identitarie autodirette o eterodirette e di giungere a configurarsi come soggetti autonomi.
Commento by Francesco — 13 agosto 2009 @ 12:35
Da buon apocalittico, mi permetto di segnalare un’altra attivita’ che nella nostra tribu’ va per la maggiore: ascoltare i film alla radio, anziche’ vederli al cinema, pratica tanto banale e scontata quanto cara agli integrati.
Io lo facevo su Radio 3, l’anno scorso o forse 10 anni fa, ora non ricordo.
Grazie per la piacevole disamina.
Tante cose,
monticelli
Commento by monticelli — 13 agosto 2009 @ 13:48
ma il miniboxer e’ da apocalittici o integrati? e lo slip da mare? e che fine ha fatto il boxer lungo da surfer che fino a qualche anno fa andava di moda? domandone eh? ma che si pone anche il corriere.it di oggi nel sondaggio del giorno
http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_13/proietti_b15af0b2-87d4-11de-94f5-00144f02aabc.shtml
Commento by alessandra — 13 agosto 2009 @ 15:19
Mi dichiaro apocalittico-etnico con una dose di integrato che mi porta ad accompagnare a ferragosto la mia anziana madre a un pranzo fuoriporta
Commento by salvatore zurru — 13 agosto 2009 @ 19:46
ciao Salvatore, siamo solo dei bravi ragazzi, anch’io domani porterò la prole in qualche ristorante con parco giochi e zoo domestico dove spendero’ molto e mangero’ male. ma anche questa e’ tradizione
Commento by alessandra — 14 agosto 2009 @ 08:20
Grandioso! Sono apocalittica, senza dubbio, camillerista con La Repubblica sotto braccio!
Un bacio alla mia scrittrice preferita!
Commento by Mariagrazia — 15 agosto 2009 @ 16:04
ciao Mariagrazia! ieri mattina in spiaggia mi sentivo molto apocalittica, ma ieri sera ero perfettamente integrata in un centro commerciale con spettacolo della banda di colorado caffe’ annesso e sciopping “sottolestelle”.
buona vacanza, ci sentiamo al tuo ritorno
Commento by alessandra — 16 agosto 2009 @ 07:49
ok, Ale! Bollono in pentola tante cose per quest’autunno. Speriamo bene. Nel frattempo vado una settimanina in Alsazia – Lorena!
Commento by Mariagrazia — 20 agosto 2009 @ 17:10
molto bene, speriamo! anch’io ho alcune cose da raccontarti, e progetti che ho in testa, quando torni ci sentiamo
goditi la vacanza francese, un caro saluto alla tua famiglia e a presto,
ale
Commento by alessandra — 20 agosto 2009 @ 17:58