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	<title>Commenti a: Per una antropologia del grembiule d’asilo</title>
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	<description>L&#039;antropologia può fare la differenza perché ne tiene conto</description>
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		<title>Di: Spanish John</title>
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		<dc:creator>Spanish John</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 19:01:33 +0000</pubDate>
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		<description>hi everybody 


just registered and put on my todo list


hopefully this is just what im looking for looks like i have a lot to read.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hi everybody </p>
<p>just registered and put on my todo list</p>
<p>hopefully this is just what im looking for looks like i have a lot to read.</p>
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		<title>Di: Francesco</title>
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		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 22:46:46 +0000</pubDate>
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		<description>Ogni iceberg ha le sue punte penso. Sicuramente partono da molto più lontano le stereotipizzazioni delle differenze di genere. Tutti abbiamo stereotipi, su questo non piove. Solo che certi stereotipi tendono a diventare trappole pericolose, pregiudizi insuperabili, modi di conoscere il mondo che fanno venire i brividi persino ad un vampiro. 
Uso ora la dicotomia ricco-povero per facilità discorsiva.
Beh, perché no, un grembiule uguale, ma dico identico, per tutte e tutti ci potrebbe pure stare. Solo il grembiule, non il resto. Finché portano lo stesso grembiule ricchi e poveri sono uguali, almeno a scuola, l&#039;ambiente che praticano per buona parte della giornata. Poi, ovviamente, si attivano i desideri dei bambini poveri quando vedono lo zainetto, l&#039;astuccio o le scarpe del bambini ricchi. Bah!
E qui le cose diventano difficili da gestire. Cosa si potrebbe fare? Sinceramente non lo so, non mi viene in mente proprio niente, niente di niente, perché qualsiasi cosa mi viene in mente mi fa pensare che le famiglie ricche prendono al volo la decisione di mandare i proprio figli in scuole private. 
Tornando al discorso delle stereotipizzazioni delle differenze di genere penso che ogni punta d&#039;iceberg è uno stereotipo da sciogliere. Tutti abbiamo stereotipi, quindi punte d&#039;iceberg. 
Scusa se prendo spunto dalla tua metafora.
Cos&#039;è un iceberg? 
Dall mio collins: 

An iceberg is a large tall mass of ice floating in the sea.

Beh, se davvero possiamo fare cose con le parole, penso che tu abbia usato quella giusta. Non sono un imbonitore, accipicchia. Mi hai fatto riscoprire una cosa che davo per scontata. 
Un iceberg è un enorme massa di ghiaccio che fluttua nel mare. Matière a penser.
Prometto che i prossimi commenti saranno più strutturati. 
A presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni iceberg ha le sue punte penso. Sicuramente partono da molto più lontano le stereotipizzazioni delle differenze di genere. Tutti abbiamo stereotipi, su questo non piove. Solo che certi stereotipi tendono a diventare trappole pericolose, pregiudizi insuperabili, modi di conoscere il mondo che fanno venire i brividi persino ad un vampiro.<br />
Uso ora la dicotomia ricco-povero per facilità discorsiva.<br />
Beh, perché no, un grembiule uguale, ma dico identico, per tutte e tutti ci potrebbe pure stare. Solo il grembiule, non il resto. Finché portano lo stesso grembiule ricchi e poveri sono uguali, almeno a scuola, l&#8217;ambiente che praticano per buona parte della giornata. Poi, ovviamente, si attivano i desideri dei bambini poveri quando vedono lo zainetto, l&#8217;astuccio o le scarpe del bambini ricchi. Bah!<br />
E qui le cose diventano difficili da gestire. Cosa si potrebbe fare? Sinceramente non lo so, non mi viene in mente proprio niente, niente di niente, perché qualsiasi cosa mi viene in mente mi fa pensare che le famiglie ricche prendono al volo la decisione di mandare i proprio figli in scuole private.<br />
Tornando al discorso delle stereotipizzazioni delle differenze di genere penso che ogni punta d&#8217;iceberg è uno stereotipo da sciogliere. Tutti abbiamo stereotipi, quindi punte d&#8217;iceberg.<br />
Scusa se prendo spunto dalla tua metafora.<br />
Cos&#8217;è un iceberg?<br />
Dall mio collins: </p>
<p>An iceberg is a large tall mass of ice floating in the sea.</p>
<p>Beh, se davvero possiamo fare cose con le parole, penso che tu abbia usato quella giusta. Non sono un imbonitore, accipicchia. Mi hai fatto riscoprire una cosa che davo per scontata.<br />
Un iceberg è un enorme massa di ghiaccio che fluttua nel mare. Matière a penser.<br />
Prometto che i prossimi commenti saranno più strutturati.<br />
A presto</p>
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	<item>
		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/08/20/per-una-antropologia-del-grembiule-d%e2%80%99asilo/comment-page-1/#comment-208</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 14:20:45 +0000</pubDate>
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		<description>aggiornamento: in gran Bretagna un&#039;associazione invita a non comperare oggetti rosa per Natale a bambine e teen agers... con queste motivazioni:
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/esteri/colore-rosa-gb/colore-rosa-gb/colore-rosa-gb.html?ref=hpspr2

Credo che il colore sia solo la punta dell&#039;iceberg, che le stereotipizzazioni delle differenze di genere partano da molto piu&#039; lontano, ma che se ne discuta non puo&#039; che farmi piacere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>aggiornamento: in gran Bretagna un&#8217;associazione invita a non comperare oggetti rosa per Natale a bambine e teen agers&#8230; con queste motivazioni:<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/esteri/colore-rosa-gb/colore-rosa-gb/colore-rosa-gb.html?ref=hpspr2" rel="nofollow">http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/esteri/colore-rosa-gb/colore-rosa-gb/colore-rosa-gb.html?ref=hpspr2</a></p>
<p>Credo che il colore sia solo la punta dell&#8217;iceberg, che le stereotipizzazioni delle differenze di genere partano da molto piu&#8217; lontano, ma che se ne discuta non puo&#8217; che farmi piacere&#8230;</p>
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		<title>Di: Salvatore</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/08/20/per-una-antropologia-del-grembiule-d%e2%80%99asilo/comment-page-1/#comment-85</link>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 10:50:30 +0000</pubDate>
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		<description>Norberto Bobbio  in una mirabile sintesi diceva che di sinistra &quot;...è quel modo di agire e di pensare che porta all&#039;attenuazione delle differenze, di destra è quello che porta ad accentuarle...&quot;. Che la Gelmini si faccia promotrice di un pensiero di sinistra mi sembra impossibile (se non per assecondare qualche perversione populista), perciò magari sarà sì alle divise, ma per distinguere chi frequenta certe scuole private per &quot;ricchi&quot; da quelli che frequentano quelle pubbliche. Un po&#039; come in Giappone e in Inghilterra dove bastano i colori di una cravattina regimental per segnare la differenza di classe. E in ogni caso questa delle differenze non potrà mai essere eliminata in quanto componente antropologica fondamentale dell&#039;umanità (e siamo nel luogo giusto per discuterne). Si può solo lavorare per attenuarne gli effetti. Avendo amministratori-politici illuminati, ovviamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Norberto Bobbio  in una mirabile sintesi diceva che di sinistra &#8220;&#8230;è quel modo di agire e di pensare che porta all&#8217;attenuazione delle differenze, di destra è quello che porta ad accentuarle&#8230;&#8221;. Che la Gelmini si faccia promotrice di un pensiero di sinistra mi sembra impossibile (se non per assecondare qualche perversione populista), perciò magari sarà sì alle divise, ma per distinguere chi frequenta certe scuole private per &#8220;ricchi&#8221; da quelli che frequentano quelle pubbliche. Un po&#8217; come in Giappone e in Inghilterra dove bastano i colori di una cravattina regimental per segnare la differenza di classe. E in ogni caso questa delle differenze non potrà mai essere eliminata in quanto componente antropologica fondamentale dell&#8217;umanità (e siamo nel luogo giusto per discuterne). Si può solo lavorare per attenuarne gli effetti. Avendo amministratori-politici illuminati, ovviamente.</p>
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		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/08/20/per-una-antropologia-del-grembiule-d%e2%80%99asilo/comment-page-1/#comment-84</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 07:00:28 +0000</pubDate>
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		<description>a Dami: non e&#039; detto che ciò che non solleva polemiche sia per forza giusto, no? esempio: noi donne per secoli siamo state considerate esseri inferiori o anche diabolici (vedi streghe) e nessuno o quasi sollevava dubbi o protestava... non e&#039; detto che cio&#039; che la maggioranza pensa in un dato momento storico o in una data area geografica sia eticamente e moralmente corretto. per fortuna esiste il libero pensiero e le rivoluzioni, altrimenti io e te in quanto donne non sapremmo neppure leggere ne&#039; scrivere e non potremmo discutere oggi.
a Moreno: le differenze esistono ma dobbiamo fare di tutto per colmarle o almeno alleviarle con leggi, norme, comportamenti, atteggiamenti e anche buon senso; credo che tu nel tuo piccolo abbia anche questa mission, io pure, anche se uso le parole piu&#039; delle azioni per via del mestiere. ma una buona parola può essere affilata come una spada, si sa :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a Dami: non e&#8217; detto che ciò che non solleva polemiche sia per forza giusto, no? esempio: noi donne per secoli siamo state considerate esseri inferiori o anche diabolici (vedi streghe) e nessuno o quasi sollevava dubbi o protestava&#8230; non e&#8217; detto che cio&#8217; che la maggioranza pensa in un dato momento storico o in una data area geografica sia eticamente e moralmente corretto. per fortuna esiste il libero pensiero e le rivoluzioni, altrimenti io e te in quanto donne non sapremmo neppure leggere ne&#8217; scrivere e non potremmo discutere oggi.<br />
a Moreno: le differenze esistono ma dobbiamo fare di tutto per colmarle o almeno alleviarle con leggi, norme, comportamenti, atteggiamenti e anche buon senso; credo che tu nel tuo piccolo abbia anche questa mission, io pure, anche se uso le parole piu&#8217; delle azioni per via del mestiere. ma una buona parola può essere affilata come una spada, si sa <img src='http://www.etnografia.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: moreno</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/08/20/per-una-antropologia-del-grembiule-d%e2%80%99asilo/comment-page-1/#comment-83</link>
		<dc:creator>moreno</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 06:44:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ripeto, Dami, se si tratta di praticità, nulla di cui discutere. Del resto, nella scuola dell&#039;infanzia e in quella primaria è *già* così.
Io volevo solo porre l&#039;accento sul fatto che le differenze saltanp comunque fuori. Bellissima questa cosa degli acquisti comuni, ma con gli zainetti, per dire, come la mettiamo? Imponiamo un prezzo massimo per legge? La virtù (e mi ripeto, lo so) non si può imporre e il compito educatico delle famiglie non può essere sotituito da nessuno. Compito che purtroppo è spesso (ma spesso) disatteso, come dici anche tu sul finire del tuo commento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ripeto, Dami, se si tratta di praticità, nulla di cui discutere. Del resto, nella scuola dell&#8217;infanzia e in quella primaria è *già* così.<br />
Io volevo solo porre l&#8217;accento sul fatto che le differenze saltanp comunque fuori. Bellissima questa cosa degli acquisti comuni, ma con gli zainetti, per dire, come la mettiamo? Imponiamo un prezzo massimo per legge? La virtù (e mi ripeto, lo so) non si può imporre e il compito educatico delle famiglie non può essere sotituito da nessuno. Compito che purtroppo è spesso (ma spesso) disatteso, come dici anche tu sul finire del tuo commento.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: dami</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/08/20/per-una-antropologia-del-grembiule-d%e2%80%99asilo/comment-page-1/#comment-82</link>
		<dc:creator>dami</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 23:46:45 +0000</pubDate>
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		<description>Le divise scolastiche sono adottate da bambini e ragazzi in molti paesi del globo senza sollevare tante polemiche.Parlo di divise scolastiche in senso stetto, non di abbigliamento borghese, in tinta, utilizzato per salvaguardare il proprio abito, magari di tartan autentico, da eventuali  effusioni d&#039;affetto con il proprio cane nelle serate piovose &quot;stile londinese&quot;. 
Dalla mia indagine emerge che in paesi quali Inghilterra,Australia, Irlanda, India e  Giappone la divisa scolastica viene indossata e che chi la indossa la trova per certi versi &quot;abbastanza alla moda&quot;. Di recente è stato fatto un sondaggio in Germania dove è stato chiesto che cosa ne pensassero delle &quot;school uniform&quot;...Beh, vi è stato il gradimento del 40% (quasi) dei ragazzi che indosserebbero la divisa scolastica senza difficoltà. 
Non voglio fare della filosofia spicciola, ma credo che con l&#039;uso di una divisa scolastica, in questo caso, del grambiule,si possa &quot;liberare il momento scolastico&quot; dalle ineguaglianze sociali e sono convinta che tutto ciò possa essere pedagogicamente bello e corretto. Pensiamo poi al lato puramente pratico: il grembiule protegge l&#039;abbigliamento, griffato e non, dalle macchie indelebili dei pennarelli o degli acrilici utilizzati per un  pannello sui dinosauri realizzato dagli alunni di una comune scuola primaria.Ma non solo &quot;libera&quot;i genitori dalla scelta dell&#039;abbigliamento alle 7.30 del mattino. Per non parlare delle macchie  di sugo.. Si, perchè per quanto la Signora Ministra stia apportando delle sostanziali modifiche nella scuola, il tempo pieno, e con esso il tempo mensa, continua ad essere difeso con le unghie e con i denti...Quindi il grembiule ha anche il suo lato pratico..Ma non solo: preserva dalle psicosi adolescenziali, perchè credetemi, essere emarginati solo perchè &quot;non si è alla moda&quot;ovvero perchè non ci si può permettere il jeans costoso è veramente mortificante..
Lo ribadisco &quot;l&#039;individuo è il pensiero che ha,le azioni che compie, non la felpa che indossa!&quot;  
Sono consapevole del fatto che le differenze purtroppo esistano ed emergano, prima o dopo, ma almeno a scuola,agenzia formativa, aiutiamo quel momento che dovrebbe essere di condivisione, di socializzazione pura, a liberarsi da pregiudizi dettati dalla superficilaità. 
In una scuola dell&#039;infanzia di un piccolo paese di provincia hanno adottato una strategia educativa molto edificante per &quot;limitare le differenze&quot;: all&#039;inizio dell&#039;anno scolastico ogni famiglia riceve una lista con delle cose da acquistare, comprese le merende.
Una volta cosegnato, il tutto va riposto in un grande armadio e usato in comunione da tutti i piccoli alunni che non sanno se la propria madre ha acquistato matitoni faber-castell con impugnatura grossa da 12 euro o se invece i matitoni sono &quot;faber e basta&quot;  acquistati nel discaunt del quartiere...Meravigliosa trovata che elimina stupide  competizioni tra bambini innocenti...Ma poi è  anche vero che fuori dai cancelli della scuola troviamo certe mamme  che vanificano il lavoro scolastico millantando di possedere una casa con annesso il giardino fax simile del &quot;royal botanic garden&quot; e poi capita di scoprire che in realtà trattasi di aiuola incolta. Così i bimbi indifesi apprendono le differenze sociali anche dalla.... stupidità di certi genitori!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le divise scolastiche sono adottate da bambini e ragazzi in molti paesi del globo senza sollevare tante polemiche.Parlo di divise scolastiche in senso stetto, non di abbigliamento borghese, in tinta, utilizzato per salvaguardare il proprio abito, magari di tartan autentico, da eventuali  effusioni d&#8217;affetto con il proprio cane nelle serate piovose &#8220;stile londinese&#8221;.<br />
Dalla mia indagine emerge che in paesi quali Inghilterra,Australia, Irlanda, India e  Giappone la divisa scolastica viene indossata e che chi la indossa la trova per certi versi &#8220;abbastanza alla moda&#8221;. Di recente è stato fatto un sondaggio in Germania dove è stato chiesto che cosa ne pensassero delle &#8220;school uniform&#8221;&#8230;Beh, vi è stato il gradimento del 40% (quasi) dei ragazzi che indosserebbero la divisa scolastica senza difficoltà.<br />
Non voglio fare della filosofia spicciola, ma credo che con l&#8217;uso di una divisa scolastica, in questo caso, del grambiule,si possa &#8220;liberare il momento scolastico&#8221; dalle ineguaglianze sociali e sono convinta che tutto ciò possa essere pedagogicamente bello e corretto. Pensiamo poi al lato puramente pratico: il grembiule protegge l&#8217;abbigliamento, griffato e non, dalle macchie indelebili dei pennarelli o degli acrilici utilizzati per un  pannello sui dinosauri realizzato dagli alunni di una comune scuola primaria.Ma non solo &#8220;libera&#8221;i genitori dalla scelta dell&#8217;abbigliamento alle 7.30 del mattino. Per non parlare delle macchie  di sugo.. Si, perchè per quanto la Signora Ministra stia apportando delle sostanziali modifiche nella scuola, il tempo pieno, e con esso il tempo mensa, continua ad essere difeso con le unghie e con i denti&#8230;Quindi il grembiule ha anche il suo lato pratico..Ma non solo: preserva dalle psicosi adolescenziali, perchè credetemi, essere emarginati solo perchè &#8220;non si è alla moda&#8221;ovvero perchè non ci si può permettere il jeans costoso è veramente mortificante..<br />
Lo ribadisco &#8220;l&#8217;individuo è il pensiero che ha,le azioni che compie, non la felpa che indossa!&#8221;<br />
Sono consapevole del fatto che le differenze purtroppo esistano ed emergano, prima o dopo, ma almeno a scuola,agenzia formativa, aiutiamo quel momento che dovrebbe essere di condivisione, di socializzazione pura, a liberarsi da pregiudizi dettati dalla superficilaità.<br />
In una scuola dell&#8217;infanzia di un piccolo paese di provincia hanno adottato una strategia educativa molto edificante per &#8220;limitare le differenze&#8221;: all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico ogni famiglia riceve una lista con delle cose da acquistare, comprese le merende.<br />
Una volta cosegnato, il tutto va riposto in un grande armadio e usato in comunione da tutti i piccoli alunni che non sanno se la propria madre ha acquistato matitoni faber-castell con impugnatura grossa da 12 euro o se invece i matitoni sono &#8220;faber e basta&#8221;  acquistati nel discaunt del quartiere&#8230;Meravigliosa trovata che elimina stupide  competizioni tra bambini innocenti&#8230;Ma poi è  anche vero che fuori dai cancelli della scuola troviamo certe mamme  che vanificano il lavoro scolastico millantando di possedere una casa con annesso il giardino fax simile del &#8220;royal botanic garden&#8221; e poi capita di scoprire che in realtà trattasi di aiuola incolta. Così i bimbi indifesi apprendono le differenze sociali anche dalla&#8230;. stupidità di certi genitori!</p>
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	<item>
		<title>Di: moreno</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/08/20/per-una-antropologia-del-grembiule-d%e2%80%99asilo/comment-page-1/#comment-81</link>
		<dc:creator>moreno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 19:27:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.etnografia.it/?p=325#comment-81</guid>
		<description>Questione intrigantissima questa del grembiule e sulla quale mi vado interrogando da un po’ senza però essere arrivato a una determinazione, però. Ma non importa: le domande, si sa, sono più importanti delle risposte (e anche più difficili da porre, aggiungo io).
Comunque, per tornare a noi, la cosa è interessante anche perché si ripropone para para pure in chiesa: i bambini come li vestiamo per la prima Comunione? E per al Cresima? Mentre nel secondo caso sembra si sia pervenuti allo “sciogliete le righe e fate come vi pare”, nel primo caso prevale ancora l’uniformità, e quindi vai con le vestine uguali per tutti. 
Ripeto: non ancora le idee chiare, ma alcuni paletti mi pare di poter fissarli. Se è solo una questione pratica, allora ha ragione Dami. Anch’io (e mi scuso per il paragone, ma è il primo che mi viene in mente) quando piove e porto da mangiare ai miei cani, metto un grembiule perché saltandomi addosso dalla gioia (e sono sempre festosi) non mi imbrattino. 
Ma non si può imporre la virtù per legge (e in questo ha ragione Alessandra) nel senso che le differenze di censo verranno comunque fuori dagli accessori. O dallo stesso grembiule che (lo sapete meglio di me) può essere di diverse fogge e prezzi. E allora perchè non far indossare una divisa anche agli sposi al matrimonio? 
In generale, sono personalmente contrario alle uniformi o divise, tranne che in due casi ben specifici: la vita militare e la vita religiosa. Non appartenendo a nessuna delle due categorie, ne faccio volentieri a meno (tranne in ambito liturgico, ovviamente).  E attenzione: anche nel secondo caso (la vita religiosa) l’abito è diventato un fattore di differenziazione solo in un secondo tempo. Due esempi distanti nel tempo per far capire il concetto: l’abito francescano ora è diverso per foggia da tutti gli altri, ma Francesco lo scelse proprio per l’opposto: perché era la veste del lavoratore tipo del suo tempo. Quella gran donna di Madre Teresa fece esattamente la stessa cosa 800 anni dopo: il sari è la veste tipica della donna indiana e solo in occidente distingue, mentre da loro no.
Va beh, basta che l’argomento mi intriga troppo :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questione intrigantissima questa del grembiule e sulla quale mi vado interrogando da un po’ senza però essere arrivato a una determinazione, però. Ma non importa: le domande, si sa, sono più importanti delle risposte (e anche più difficili da porre, aggiungo io).<br />
Comunque, per tornare a noi, la cosa è interessante anche perché si ripropone para para pure in chiesa: i bambini come li vestiamo per la prima Comunione? E per al Cresima? Mentre nel secondo caso sembra si sia pervenuti allo “sciogliete le righe e fate come vi pare”, nel primo caso prevale ancora l’uniformità, e quindi vai con le vestine uguali per tutti.<br />
Ripeto: non ancora le idee chiare, ma alcuni paletti mi pare di poter fissarli. Se è solo una questione pratica, allora ha ragione Dami. Anch’io (e mi scuso per il paragone, ma è il primo che mi viene in mente) quando piove e porto da mangiare ai miei cani, metto un grembiule perché saltandomi addosso dalla gioia (e sono sempre festosi) non mi imbrattino.<br />
Ma non si può imporre la virtù per legge (e in questo ha ragione Alessandra) nel senso che le differenze di censo verranno comunque fuori dagli accessori. O dallo stesso grembiule che (lo sapete meglio di me) può essere di diverse fogge e prezzi. E allora perchè non far indossare una divisa anche agli sposi al matrimonio?<br />
In generale, sono personalmente contrario alle uniformi o divise, tranne che in due casi ben specifici: la vita militare e la vita religiosa. Non appartenendo a nessuna delle due categorie, ne faccio volentieri a meno (tranne in ambito liturgico, ovviamente).  E attenzione: anche nel secondo caso (la vita religiosa) l’abito è diventato un fattore di differenziazione solo in un secondo tempo. Due esempi distanti nel tempo per far capire il concetto: l’abito francescano ora è diverso per foggia da tutti gli altri, ma Francesco lo scelse proprio per l’opposto: perché era la veste del lavoratore tipo del suo tempo. Quella gran donna di Madre Teresa fece esattamente la stessa cosa 800 anni dopo: il sari è la veste tipica della donna indiana e solo in occidente distingue, mentre da loro no.<br />
Va beh, basta che l’argomento mi intriga troppo <img src='http://www.etnografia.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/08/20/per-una-antropologia-del-grembiule-d%e2%80%99asilo/comment-page-1/#comment-80</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 15:34:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.etnografia.it/?p=325#comment-80</guid>
		<description>conosco un po&#039; di insegnanti griffate anch&#039;io, ma temo che far indossare loro una cappa non basterebbe a insegnare loro che una persona vale per quello che e&#039; e non perche&#039; &quot;e&#039; figlia di&quot;. forse han sbagliato mestiere o ha sbagliato chi le ha messe dove sono, ex cathedra.
sono invece poco convinta che i bambini non percepiscano la dicotomia ricchezza/povertà, credo che dalle scuole elementari ai bambini, a causa degli adulti, ovvio, inizino a percepire le differenze di censo ma soprattutto a desiderare gli status symbol dei so called ricchi: zainetti, astucci, scarpe, giubbini, insomma tutto ciò che il grembiule non copre o meglio eclissa temporaneamente. e&#039; il cosiddetto circuito della moda che alimenta questi desideri e la distinzione si nutre anche di oggetti culturali elitari inarrivabili per le classi popolari.
quando un operaio riesce a comprare quell&#039;oggetto lo snob lo ha gia&#039; abbandonato da un pezzo. 
come la moda di hello kitty ad esempio che era per l&#039;élite tre anni fa. ora e&#039; da auchan, ed essendo alla portata di tutti e&#039; già passata di moda.
un sistema perverso che si chiama Moda, e che e&#039; molto attento ai piccoli consumatori, molto.

ricordo con chiarezza la prima volta che percepii la differenza tra me e i possidenti del paese in cui andavo in vacanza. la loro villa era recintata da un muro coperto in cima di cocci di bottiglia, come nella poesia di Montale, che rammento sempre per quel motivo. Chiesi a mia madre il perche&#039;, avevo 6-7 anni: per non fare entrare i ladri, fu la laconica risposta. 
ecco da noi i ladri non saprebbero cosa rubare fu quello che pensai immediatamente facendo un rapido check di mobilia e suppellettili :-D 

alla prossima, buon we!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>conosco un po&#8217; di insegnanti griffate anch&#8217;io, ma temo che far indossare loro una cappa non basterebbe a insegnare loro che una persona vale per quello che e&#8217; e non perche&#8217; &#8220;e&#8217; figlia di&#8221;. forse han sbagliato mestiere o ha sbagliato chi le ha messe dove sono, ex cathedra.<br />
sono invece poco convinta che i bambini non percepiscano la dicotomia ricchezza/povertà, credo che dalle scuole elementari ai bambini, a causa degli adulti, ovvio, inizino a percepire le differenze di censo ma soprattutto a desiderare gli status symbol dei so called ricchi: zainetti, astucci, scarpe, giubbini, insomma tutto ciò che il grembiule non copre o meglio eclissa temporaneamente. e&#8217; il cosiddetto circuito della moda che alimenta questi desideri e la distinzione si nutre anche di oggetti culturali elitari inarrivabili per le classi popolari.<br />
quando un operaio riesce a comprare quell&#8217;oggetto lo snob lo ha gia&#8217; abbandonato da un pezzo.<br />
come la moda di hello kitty ad esempio che era per l&#8217;élite tre anni fa. ora e&#8217; da auchan, ed essendo alla portata di tutti e&#8217; già passata di moda.<br />
un sistema perverso che si chiama Moda, e che e&#8217; molto attento ai piccoli consumatori, molto.</p>
<p>ricordo con chiarezza la prima volta che percepii la differenza tra me e i possidenti del paese in cui andavo in vacanza. la loro villa era recintata da un muro coperto in cima di cocci di bottiglia, come nella poesia di Montale, che rammento sempre per quel motivo. Chiesi a mia madre il perche&#8217;, avevo 6-7 anni: per non fare entrare i ladri, fu la laconica risposta.<br />
ecco da noi i ladri non saprebbero cosa rubare fu quello che pensai immediatamente facendo un rapido check di mobilia e suppellettili <img src='http://www.etnografia.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  </p>
<p>alla prossima, buon we!</p>
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		<title>Di: dami</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/08/20/per-una-antropologia-del-grembiule-d%e2%80%99asilo/comment-page-1/#comment-79</link>
		<dc:creator>dami</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 07:31:22 +0000</pubDate>
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		<description>Non condivido affatto la &quot;teoria delle differenze&quot;celata o offuscata dai grembiuli!
Io non sposo la politica della Gelmini, ma mi trovo assolutamente in linea con la sua idea sull&#039;uso del grembiule. In prima istanza per una questione igienica e  perchè sono fortemente convinta che i bambini a scuola &quot;lavorino&quot;e che si &quot;debbano sporcare&quot;(è un po&#039; come andare in ospedale e vedere medici e infermieri senza i loro camici candidi e asettici).Poi, ben più importante,ne faccio una questione di decoro. Non vorrei fare la moralista, ma vedere bambine di dieci anni con sedere di fuori per adeguarsi alla moda mi suscita una certa tristezza. 
Fermo restando che la scuola è un&#039;importante agenzia educativa, proporrei l&#039;uso del grembiule non solo per gli alunni di ogni ordine e grado, ma per gli stessi docenti che si presentano a scuola con abiti importanti, arricchiti da accessori preziosi, per il solo gusto di ostentare, e mi è capitato di sorridere nel sentire che certi abiti, rigorosamente firmati, siano finiti in lavanderia perchè l&#039;insegnante si è seduta, nella migliore delle ipostesi, su una gomma da masticare lasciata cadere &quot;per caso&quot;, da un alunno, sulla sua sedia. 
Il grembiule, che nei grandi magazzini ha un costo assolutamente a portata di tutti, ed è lì che viene acquistato prevalentemente dai &quot;ricchi&quot; (infatti credo che siano le categorie meno agiate che vanno alla ricerca del grembiule costoso per colmare il complesso e la sfrustrazione dell&#039;essere &quot;meno agiati&quot; )consente ai bambini di non cogliere le differenze e non cogliendole imparano che si sta  con gli altri per quello che sono e non per quello che possono sembrare. 
I bambini sono portatori di quella spontaneità incontaminata che viene condizionata da noi adulti sciocchi, perchè vestire alla moda significa inviare agli altri dei messaggi impliciti di stupida appartenenza.
Temo che, ciò che accentua o cela la differenza non siano i grembiuli, ma la mentalità e la superficialità degli adulti. Questo pensiero non appartiene ai bambini... e credimi di bambini e di adolescenti ho una certa esperienza!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non condivido affatto la &#8220;teoria delle differenze&#8221;celata o offuscata dai grembiuli!<br />
Io non sposo la politica della Gelmini, ma mi trovo assolutamente in linea con la sua idea sull&#8217;uso del grembiule. In prima istanza per una questione igienica e  perchè sono fortemente convinta che i bambini a scuola &#8220;lavorino&#8221;e che si &#8220;debbano sporcare&#8221;(è un po&#8217; come andare in ospedale e vedere medici e infermieri senza i loro camici candidi e asettici).Poi, ben più importante,ne faccio una questione di decoro. Non vorrei fare la moralista, ma vedere bambine di dieci anni con sedere di fuori per adeguarsi alla moda mi suscita una certa tristezza.<br />
Fermo restando che la scuola è un&#8217;importante agenzia educativa, proporrei l&#8217;uso del grembiule non solo per gli alunni di ogni ordine e grado, ma per gli stessi docenti che si presentano a scuola con abiti importanti, arricchiti da accessori preziosi, per il solo gusto di ostentare, e mi è capitato di sorridere nel sentire che certi abiti, rigorosamente firmati, siano finiti in lavanderia perchè l&#8217;insegnante si è seduta, nella migliore delle ipostesi, su una gomma da masticare lasciata cadere &#8220;per caso&#8221;, da un alunno, sulla sua sedia.<br />
Il grembiule, che nei grandi magazzini ha un costo assolutamente a portata di tutti, ed è lì che viene acquistato prevalentemente dai &#8220;ricchi&#8221; (infatti credo che siano le categorie meno agiate che vanno alla ricerca del grembiule costoso per colmare il complesso e la sfrustrazione dell&#8217;essere &#8220;meno agiati&#8221; )consente ai bambini di non cogliere le differenze e non cogliendole imparano che si sta  con gli altri per quello che sono e non per quello che possono sembrare.<br />
I bambini sono portatori di quella spontaneità incontaminata che viene condizionata da noi adulti sciocchi, perchè vestire alla moda significa inviare agli altri dei messaggi impliciti di stupida appartenenza.<br />
Temo che, ciò che accentua o cela la differenza non siano i grembiuli, ma la mentalità e la superficialità degli adulti. Questo pensiero non appartiene ai bambini&#8230; e credimi di bambini e di adolescenti ho una certa esperienza!</p>
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