a.a.a. amici cinguettanti (twitter addicted) cercasi

 Archiviato in: NUGAE — Alessandra Guigoni @ set 8th, 2009

di Alessandra Guigoni

Fatevi avanti! Twitter il social network dedicato ai microblogger, coloro che hanno il dono della sintesi (140 caratteri a post, non una lettera o spazio in piu’) e cose da dire per ora parla sopratutto giapponese e inglese, di italiano si legge poco, ed e’ un peccato visto che siamo un popolo di santi, poeti e navigatori oltre che di puttanieri e faccendieri.

Anche Barack Obama cinguetta su Twitter; twit infatti e’ la parola onomatopeica dal verbo to tweet che imita il cinguettio dei volatili. E un uccellino azzurro e’ il logo di questo social nerwork. Nato appena nel 2006 sta facendo concorrenza a facebook, anche se si tratta di due generi e stili di comunicazione completamente diversi.

La home page degli utenti di Twitter infatti e’ molto basic, e la parola e’ tutto. Si comunica con frasi brevi, ad affetto, dense di significato. Non si possono inserire immagini, filmati, solo links e sempre rimanendo nell’ambito dei 140 caratteri. I propri pensieri sono inseriti nella home page, tutti possono leggerli, anche se poi essendo milioni gli utenti prevale la lettura dei messaggi dei propri following ossia di chi ci segue e legge. La figura opposta al following e’ il follower ossia chi segue un altro microblogger.

Un esempio: sono follower di Barack Obama come altri 3 milioni di twitters ma lui non segue me, non e’ un mio following, tanto per capirci meglio.

In Facebook la comunicazione e’ più latina, articolata e ha una serie di opzioni, tra cui la chat, gli album fotografici, e via dicendo. E’ una specie di blog a tutti gli effetti, anche se circola solo tra gli amici e chi non e’ amico non ha diritto alla lettura, mentre i blog come questo sono aperti a tutti e tutti possono leggere, essendo pubblicato sul Web.

Tornando a Twitter direi che Internet ha anche questo di bello: che io che non conto nulla o conto poco, e lui che e’ l’uomo piu’ potente della terra, parlo del Presidente degli Stati Uniti d’America, condividiamo uno spazio virtuale, il cyberspazio, e teoricamente, almeno teoricamente, abbiamo la stessa possibilità di comunicare grazie a twitter.com.

Twitter e’ uno spazio che ha le stesse opzioni, formato, carattere per tutti. Un contenitore simile, in cui la differenza la fanno i contenuti e le persone.

Ci sono persone che grazie a Twitter sono diventate popolari, icone forse momentanee del circo dei mass media, nonostante nel mondo offiline non siano ne’ ricche, ne’ belle ne’ potenti. E’ la capacità affabulatoria, l’essere dentro la notizia, la cronaca, la sincerita’ e l’ironia ad essere le armi vincenti. Forse la cronaca in futuro si seguirà anche con twitter, visto che siamo bombardati dall’informazione ma le persone leggono e ascoltano sempre meno.

140 caratteri forse diventeranno la soglia di attenzione dei cybernauti. E degli studenti. provate a spiegare una lezione o a fare una conferenza usando frasi di 140 caratteri. 140 caratteri per volta. Poi stop e pausa. Non e’ male, ci ho provato e mi e’ sembrato di essere meno noiosa del solito.

Per chi volesse seguirmi o farsi seguire su Twitter, cerchi di Alexethno aka Alessandra Guigoni:

http://twitter.com/alexethno

Per chi volesse seguire the US President (noblesse oblige citarlo): http://twitter.com/BarackObama

E infine per chi volesse conoscere i segreti di Twitter: http://twitteritalia.com/

twitter

8 commenti »

  1. Buone cinguettate, allora :-)

    Commento di moreno — 8 settembre 2009 @ 16:45

  2. aggiunto! :)

    a twitter ci sto prendendo gusto, se hai qualche cardellino o usignuolo che canta bene da consigliarmi sono a disposizione per ascoltarlo.

    Commento di alessandra — 8 settembre 2009 @ 19:51

  3. twitter… e’ solo una moda o diventerà piu popolare di facebook?

    Commento di eva — 9 settembre 2009 @ 06:25

  4. @Eva, sono due cose molto diverse, come ha spiegato benissimo Alessandra nel suo post.
    Personalmente non mi ha mai entusiasmato, ma ho intenzione di riprovarci

    Commento di moreno — 9 settembre 2009 @ 09:12

  5. Per Eva: secondo me twitter potrebbe scavalcare facebook nella comunicazione immediata, tipo tam tam, e’ veloce, e’ elettrico, e’ tribale, e’ FAST.
    Ad esempio ci sono le frasi del momento da completare, le trovi in home page: l’altro ieri la frase era “when i was young”… stamattina presto “you lie”… si dà un tema di due -quattro parole al massimo e si sviluppa. e’ un gioco di società ma anche un brainstorming. Psicopatologia della vita quotidiana: io ti dico una parola e tu mi rispondi con la prima parola che ti viene in mente. meno scemo di quel che sembra.
    facebook invece e’ SLOW: chat a parte tu lasci messaggi in bacheca, mandi messaggi privati o lanci un’idea e poi la gente risponde se e quando ha tempo. piu’ simile ad un forum, dove la conversazione puo’ esaurirsi in pochi minuti ma protrarsi per molti giorni. dipende dal topic e dall’attualita’.
    il giorno in cui qualcuno mettera’ a punto un interfaccia piu’ accattivante, veloce e interattivo facebook potrebbe declinare…
    di second life non sento piu’ parlare… i giochi di ruolo su internet,le realta’ parallele ormai sono stati superati dai blog messi a disposizione dalle piattaforme dei social network. la gente vuole sentirsi amata, cercata, risposta, ora come 100.000 anni fa. con internet si ha l’illusione di contare qualcosa, forse e’ piu’ di un’illusione, bisogna poi vedere quanto trasferiamo nella realta’ reale di ciò che ci siamo costruiti in termini di social life in quella virtuale, e l’uso che ne facciamo… scusa per la lunghezza, saluti :)

    Commento di alessandra — 10 settembre 2009 @ 05:52

  6. Io sono stonato. Ma provo a conguettare anch’io. Professorando, ma antropologicamente. Solo da 100.000 anni gli uomini, la gente (o qualsiasi essere vivente) vuole comunicare, essere corrisposta? Ecco il mio cinguettio saputo: da miliardi, miliardi di anni, se la vita è anche ricerca di un contatto, magari cosciente come per e tra gli uomini. C’est la vie.

    Commento di Giulio — 10 settembre 2009 @ 10:05

  7. hai ragione, che altro dire, grazie per averlo scritto.

    riflettevo sull’influenza A, sembra che non c’entri col tuo discorso ma c’entra invece: in fondo il virus non fa altro che il suo sporco lavoro, ossia riprodursi cercando un ospite, prima suino, ora umano.
    i virus e i batteri ci hanno preceduto e ci sopravviveranno nella storia delle forme viventi sulla terra.
    si sanno adattare meglio di noi, sono primitivi dunque pensano meglio a sopravvivere di quanto facciano gli esseri umani.
    tutta la nostra scienza e tecnologia ci ha condotto a inquinare pesantemente il pianeta, all’atomica e al genocidio: penso a quello nazista ma non solo. all’antitesi della vita, della gioia, della bellezza.
    e’ buffo ma anche inquietante che una banale riproduzione di virus, un virus non particolarmente aggressivo, metta in crisi e in ansia miliardi di persone, e in forse persino la ripresa economica mondiale.
    credo che sia il concetto di pandemia mondiale a spaventare cosi i governi e i cittadini: il fatto che colga tutti, vecchi e giovani, belli e brutti, ricchi e poveri, travalicando i limes degli stati nazione.
    un nemico invisibile….che non puo’ essere fermato perche’ e’ immateriale…
    la gente pensa di essere al sicuro nel proprio salotto guardando il bagaglino su canale5 il sabato sera ma si sbaglia di grosso e forse lo sta iniziando a capire :)

    Commento di alessandra — 11 settembre 2009 @ 09:57

  8. interessante, legga questo!
    Facebook lite, Twitter con spot
    Che manovre nei social network
    Il gigante delle community lancia negli Usa e in India la sua versione più leggere, il re del microblogging cambia le regole per ospitare pubblicità. Sempre più simili di TIZIANO TONIUTT

    in fondo cercano di assomigliarsi un po’…

    http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/tecnologia/facebook-world/lite-facebook/lite-facebook.html

    Commento di eva — 11 settembre 2009 @ 18:09

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