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	<title>Commenti a: etnografia del calcio, una specie di autobiografia</title>
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	<description>Blog di alessandra guigoni</description>
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		<title>Di: Wotan</title>
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		<dc:creator>Wotan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:01:17 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.territorisociologici.info/pages/posts/n.-guerra-et-al.---i-poeti-della-curva.-unrsquoanalisi-sociolinguistica-degli-striscioni-allo-stadio-19.php

Segnalo studio su Ultras Viola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.territorisociologici.info/pages/posts/n.-guerra-et-al.---i-poeti-della-curva.-unrsquoanalisi-sociolinguistica-degli-striscioni-allo-stadio-19.php" rel="nofollow">http://www.territorisociologici.info/pages/posts/n.-guerra-et-al.&#8212;i-poeti-della-curva.-unrsquoanalisi-sociolinguistica-degli-striscioni-allo-stadio-19.php</a></p>
<p>Segnalo studio su Ultras Viola</p>
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		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/09/15/etnografia-del-calcio-una-specie-di-autobiografia/comment-page-1/#comment-108</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 06:21:50 +0000</pubDate>
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		<description>ciao Sara grazie per il tuo contributo; l&#039;esserti fatta addirittura arbitro ti fa onore, alla faccia di quelli che dicono che gli antropologi non scendono mai sufficientemente in campo :)

tra l&#039;altro il Milan mi pare non stia andando troppo bene in campionato, nonostante i giocator-oni, l&#039;allenator-one ecc. ecc. ecc. speriamo che l&#039;Italia se la cavi meglio va.

Sulla santa triade politica/imprenditoria/calcio si sono spese ancora poche parole secondo me da parte dei commentatori politici.
si dà per scontato che chi e&#039; ricco abbia/possa avere una società calcistica, cosi come possedere dei media.
del resto il calcio e&#039; anche un media e potente, perche&#039; immediato e con grande seguito.

il tennis e&#039; uno degli sport in fermento dal punto di vista sociale, una specie di laboratorio direi, sarebbe molto interessante da studiare, anche solo osservando le mises delle tenniste ci sarebbe da scrivere molto...

ciao alla prossima :)

a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Sara grazie per il tuo contributo; l&#8217;esserti fatta addirittura arbitro ti fa onore, alla faccia di quelli che dicono che gli antropologi non scendono mai sufficientemente in campo <img src='http://www.etnografia.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>tra l&#8217;altro il Milan mi pare non stia andando troppo bene in campionato, nonostante i giocator-oni, l&#8217;allenator-one ecc. ecc. ecc. speriamo che l&#8217;Italia se la cavi meglio va.</p>
<p>Sulla santa triade politica/imprenditoria/calcio si sono spese ancora poche parole secondo me da parte dei commentatori politici.<br />
si dà per scontato che chi e&#8217; ricco abbia/possa avere una società calcistica, cosi come possedere dei media.<br />
del resto il calcio e&#8217; anche un media e potente, perche&#8217; immediato e con grande seguito.</p>
<p>il tennis e&#8217; uno degli sport in fermento dal punto di vista sociale, una specie di laboratorio direi, sarebbe molto interessante da studiare, anche solo osservando le mises delle tenniste ci sarebbe da scrivere molto&#8230;</p>
<p>ciao alla prossima <img src='http://www.etnografia.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>a.</p>
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		<title>Di: Sara</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/09/15/etnografia-del-calcio-una-specie-di-autobiografia/comment-page-1/#comment-107</link>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 14:58:02 +0000</pubDate>
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		<description>Bhè che dire....nella mia Tesi di laurea Specialistica in antropologia (Università di Milano-Bicocca) sono partita dal riflettere sul calcio come forma di religione contemporanea (nell&#039;accezione di Durkheim, riduzionisticamente, religione come &quot;società che celebra se stessa&quot;); il calcio quale &quot;fatto sociale totale&quot; ci da modo di riflettere quotidianamente su ciò che veicola, in Italia poi il &quot;campo&quot; è straordinariamente, e purtroppo per tanti aspetti, (come dimenticare le parole &quot;l&#039;Italia diventerà come il Milan&quot; che ha segnato la discesa in &quot;campo&quot; politico del presidente del consiglio) sin troppo ricco di spunti,
anche relativamente alle dinamiche di genere nel calcio c&#039;è molto da dire (ma credo tutti gli sport simbolizzino, in modi diversi, una rappresentazione del genere, penso per esempio a com&#039;è cambiata l&#039;immagine della tennista da Martina Navratilova alle sorelle Williams);
 per cercare di capirci di più (dove porta l&#039;osservazione partecipante:-), ho pensato bene di fare esperienza come arbitro F.i.g.c, bella esperienza,più che sul genere però(non mi son sentita particolarmente mascolinizzata, l&#039;arbitro probabilmente, anche se per tradizione culturale è uomo, è considerato di genere neutro) mi ha portata a pensare a quanto conti l&#039;interpretazione dele regole nel gioco...non so in quale saggio ho letto che l&#039;arbitro di calcio è un &quot;grande ermeneuta&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bhè che dire&#8230;.nella mia Tesi di laurea Specialistica in antropologia (Università di Milano-Bicocca) sono partita dal riflettere sul calcio come forma di religione contemporanea (nell&#8217;accezione di Durkheim, riduzionisticamente, religione come &#8220;società che celebra se stessa&#8221;); il calcio quale &#8220;fatto sociale totale&#8221; ci da modo di riflettere quotidianamente su ciò che veicola, in Italia poi il &#8220;campo&#8221; è straordinariamente, e purtroppo per tanti aspetti, (come dimenticare le parole &#8220;l&#8217;Italia diventerà come il Milan&#8221; che ha segnato la discesa in &#8220;campo&#8221; politico del presidente del consiglio) sin troppo ricco di spunti,<br />
anche relativamente alle dinamiche di genere nel calcio c&#8217;è molto da dire (ma credo tutti gli sport simbolizzino, in modi diversi, una rappresentazione del genere, penso per esempio a com&#8217;è cambiata l&#8217;immagine della tennista da Martina Navratilova alle sorelle Williams);<br />
 per cercare di capirci di più (dove porta l&#8217;osservazione partecipante:-), ho pensato bene di fare esperienza come arbitro F.i.g.c, bella esperienza,più che sul genere però(non mi son sentita particolarmente mascolinizzata, l&#8217;arbitro probabilmente, anche se per tradizione culturale è uomo, è considerato di genere neutro) mi ha portata a pensare a quanto conti l&#8217;interpretazione dele regole nel gioco&#8230;non so in quale saggio ho letto che l&#8217;arbitro di calcio è un &#8220;grande ermeneuta&#8221;&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/09/15/etnografia-del-calcio-una-specie-di-autobiografia/comment-page-1/#comment-106</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 14:25:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.etnografia.it/?p=373#comment-106</guid>
		<description>ciao Elisa, se ho capito bene cio&#039; che scrivi sostieni che molte ragazze scelgono il calcio perche&#039; quello sport permette loro di esprimere degli atteggiamenti, dei comportamenti, una prossemica ecc. che altrimenti la società &quot;casserebbe&quot; bollandoli come &quot;poco femminili&quot;.
da un lato ho notato che l&#039;androginia e altri fenomeni di mescolanza dei generi cosi come gli outing omosexecc. sono aumentati esponenzialmente nel mondo occidentale. lo vedo osservando la realta&#039; che mi circonda ma anche nelle pubblicità, nei serial, in rete ecc. ecc.
la verita&#039; e&#039; che maschile e femminile sono in larga parte costruzioni culturali, lo sappiamo, anche se nessuno sa sino a che punto. quanto c&#039;e&#039; di biologico, di genetico? se ne discute come sai da tempo, e le risposte da parte degli studi di genere a volte sono fortemente politicizzate, ci sono molte cose in gioco, tra cui ad esempio il diritto ad una sessualita&#039; libera, diritto da sempre negato al mondo omosessuale &amp; transgender, e/o alle possibilita&#039; di adottare, procreare medicalmente assistiti ecc. ecc.
siamo partiti da una &quot;stupida&quot; partita e siamo arrivati ad alcune delle questioni piu&#039; spinose, controverse e difficili da gestire sia per il legislatore sia per la società.

del resto si dice che il calcio sia un gioco maschio, a tal punto che l&#039;omosessualita&#039; maschile per i giocatori e&#039; tabu. non si puo&#039; dichiarare, ne&#039; esibire. il giocatore e&#039; eterosessuale, sempre.
e accompagnato da velina, soubrette o comunque donna pari grado. 
il giorno in cui un calciatore fara&#039; outing sara&#039; un gran giorno...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Elisa, se ho capito bene cio&#8217; che scrivi sostieni che molte ragazze scelgono il calcio perche&#8217; quello sport permette loro di esprimere degli atteggiamenti, dei comportamenti, una prossemica ecc. che altrimenti la società &#8220;casserebbe&#8221; bollandoli come &#8220;poco femminili&#8221;.<br />
da un lato ho notato che l&#8217;androginia e altri fenomeni di mescolanza dei generi cosi come gli outing omosexecc. sono aumentati esponenzialmente nel mondo occidentale. lo vedo osservando la realta&#8217; che mi circonda ma anche nelle pubblicità, nei serial, in rete ecc. ecc.<br />
la verita&#8217; e&#8217; che maschile e femminile sono in larga parte costruzioni culturali, lo sappiamo, anche se nessuno sa sino a che punto. quanto c&#8217;e&#8217; di biologico, di genetico? se ne discute come sai da tempo, e le risposte da parte degli studi di genere a volte sono fortemente politicizzate, ci sono molte cose in gioco, tra cui ad esempio il diritto ad una sessualita&#8217; libera, diritto da sempre negato al mondo omosessuale &amp; transgender, e/o alle possibilita&#8217; di adottare, procreare medicalmente assistiti ecc. ecc.<br />
siamo partiti da una &#8220;stupida&#8221; partita e siamo arrivati ad alcune delle questioni piu&#8217; spinose, controverse e difficili da gestire sia per il legislatore sia per la società.</p>
<p>del resto si dice che il calcio sia un gioco maschio, a tal punto che l&#8217;omosessualita&#8217; maschile per i giocatori e&#8217; tabu. non si puo&#8217; dichiarare, ne&#8217; esibire. il giocatore e&#8217; eterosessuale, sempre.<br />
e accompagnato da velina, soubrette o comunque donna pari grado.<br />
il giorno in cui un calciatore fara&#8217; outing sara&#8217; un gran giorno&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Elisa</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/09/15/etnografia-del-calcio-una-specie-di-autobiografia/comment-page-1/#comment-105</link>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 06:17:04 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo nel ritenere che il contesto influenzi i giocatori ma a me sorge anche un&#039;altra riflessione. Le giocatrici di calcio, per la propria storia e le esperienze vissute e dunque anche per i contesti nei quali sono cresciute, sono state portate a rafforzare e a evidenziare i tratti maschili che sono propri di ogni essere umano (competizione, resistenza, forza di volontà, tenacia...). Ecco dunque che in un contesto come quello calcistico, che dà grande rilievo a queste caratteristiche, esse si sentono completamente a proprio agio, accettate, anzi apprezzate per quegli aspetti così tipicamente maschili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo nel ritenere che il contesto influenzi i giocatori ma a me sorge anche un&#8217;altra riflessione. Le giocatrici di calcio, per la propria storia e le esperienze vissute e dunque anche per i contesti nei quali sono cresciute, sono state portate a rafforzare e a evidenziare i tratti maschili che sono propri di ogni essere umano (competizione, resistenza, forza di volontà, tenacia&#8230;). Ecco dunque che in un contesto come quello calcistico, che dà grande rilievo a queste caratteristiche, esse si sentono completamente a proprio agio, accettate, anzi apprezzate per quegli aspetti così tipicamente maschili.</p>
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	<item>
		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/09/15/etnografia-del-calcio-una-specie-di-autobiografia/comment-page-1/#comment-104</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:09:57 +0000</pubDate>
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		<description>interessante questione, la mia opinione e&#039; che il contesto del gioco influenzi le giocatrici, ossia le spinga a comportarsi da &quot;veri&quot; giocatori, inconsapevolmente.
Penso sia una postura, una impostura, una finzione insomma, ma sarebbe interessante approfondire...

A New York city mi colpirono le giocatrici di pallone, femminili come pattinatrici su ghiaccio; negli USA il calcio al femminile ha molti fans, ed e&#039; comunemente accettato che una donna giochi.
Dunque le donne non fanno bisogno di travestimenti e finzioni, e forse giocano piu&#039; &quot;naturalmente&quot;.
Forse.
Ci devo pensare, grazie per lo spunto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>interessante questione, la mia opinione e&#8217; che il contesto del gioco influenzi le giocatrici, ossia le spinga a comportarsi da &#8220;veri&#8221; giocatori, inconsapevolmente.<br />
Penso sia una postura, una impostura, una finzione insomma, ma sarebbe interessante approfondire&#8230;</p>
<p>A New York city mi colpirono le giocatrici di pallone, femminili come pattinatrici su ghiaccio; negli USA il calcio al femminile ha molti fans, ed e&#8217; comunemente accettato che una donna giochi.<br />
Dunque le donne non fanno bisogno di travestimenti e finzioni, e forse giocano piu&#8217; &#8220;naturalmente&#8221;.<br />
Forse.<br />
Ci devo pensare, grazie per lo spunto!</p>
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	<item>
		<title>Di: Elisa</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/09/15/etnografia-del-calcio-una-specie-di-autobiografia/comment-page-1/#comment-103</link>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 11:48:51 +0000</pubDate>
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		<description>Mi è sempre stato detto che il calcio è un&#039;attività maschile, non adatta alle signorine, per cui l&#039;ho sempre snobbato, mondiali a parte, quando lo spirito d&#039;appartenenza, l&#039;&quot;essere italiani&quot; inchioda tutti davanti al televisore e ci fa diventare tifosi sfegatati. 
Ironia della sorte or ora mia sorella è una promettente giocatrice di calcio a 5 e ogni tanto mi ritrovo a fare da spettatrice e da tifosa alle sue partite di campionato. Mi colpisce enormemente il fatto che la stragrande maggioranza delle calciatrici abbia un aspetto a dir poco mascolino, che con i modi debiti ad una &quot;signorina&quot; non abbia nulla a che fare. Forse chi mi diceva &quot;Il calcio è una questione da uomini!&quot;, non aveva poi tutti i torti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è sempre stato detto che il calcio è un&#8217;attività maschile, non adatta alle signorine, per cui l&#8217;ho sempre snobbato, mondiali a parte, quando lo spirito d&#8217;appartenenza, l&#8217;&#8221;essere italiani&#8221; inchioda tutti davanti al televisore e ci fa diventare tifosi sfegatati.<br />
Ironia della sorte or ora mia sorella è una promettente giocatrice di calcio a 5 e ogni tanto mi ritrovo a fare da spettatrice e da tifosa alle sue partite di campionato. Mi colpisce enormemente il fatto che la stragrande maggioranza delle calciatrici abbia un aspetto a dir poco mascolino, che con i modi debiti ad una &#8220;signorina&#8221; non abbia nulla a che fare. Forse chi mi diceva &#8220;Il calcio è una questione da uomini!&#8221;, non aveva poi tutti i torti.</p>
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	<item>
		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/09/15/etnografia-del-calcio-una-specie-di-autobiografia/comment-page-1/#comment-102</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 11:28:54 +0000</pubDate>
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		<description>una volta si diceva che il calcio Il calcio è &quot;uno sport da gentiluomini giocato da mascalzoni&quot;, ora direi che il calcio e&#039; uno sport gestito e giocato da milionari e guardato dalle classi popolari.

come sottolinei tu più di tutto contano i soldi, e forse per questo per molti di noi il giocattolo s&#039;e&#039; rotto e sul tifo ha prevalso la ragione.

Pier Paolo Pasolini con la sua sensibilità e attenzione verso le classi popolari scrisse:
&quot;Il calcio è l&#039;ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l&#039;unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro. Il cinema non ha potuto sostituirlo, il calcio si. Perché il teatro è rapporto fra un pubblico in carne e ossa e personaggi in carne e ossa che agiscono sul palcoscenico. Mentre il cinema è un rapporto fra una platea in carne e ossa e uno schermo, delle ombre. Invece il calcio è di nuovo uno spettacolo in cui un mondo reale, di carne, quello degli spalti dello stadio, si misura con dei protagonisti reali, gli atleti in campo, che si muovono e si comportano secondo un rituale preciso. Perciò considero il calcio l’unico grande rito rimasto al nostro tempo&quot;.

Guido Gerosa intervista P.P.Pasolini
“L’Europeo”, 31 Dicembre 1970</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una volta si diceva che il calcio Il calcio è &#8220;uno sport da gentiluomini giocato da mascalzoni&#8221;, ora direi che il calcio e&#8217; uno sport gestito e giocato da milionari e guardato dalle classi popolari.</p>
<p>come sottolinei tu più di tutto contano i soldi, e forse per questo per molti di noi il giocattolo s&#8217;e&#8217; rotto e sul tifo ha prevalso la ragione.</p>
<p>Pier Paolo Pasolini con la sua sensibilità e attenzione verso le classi popolari scrisse:<br />
&#8220;Il calcio è l&#8217;ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l&#8217;unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro. Il cinema non ha potuto sostituirlo, il calcio si. Perché il teatro è rapporto fra un pubblico in carne e ossa e personaggi in carne e ossa che agiscono sul palcoscenico. Mentre il cinema è un rapporto fra una platea in carne e ossa e uno schermo, delle ombre. Invece il calcio è di nuovo uno spettacolo in cui un mondo reale, di carne, quello degli spalti dello stadio, si misura con dei protagonisti reali, gli atleti in campo, che si muovono e si comportano secondo un rituale preciso. Perciò considero il calcio l’unico grande rito rimasto al nostro tempo&#8221;.</p>
<p>Guido Gerosa intervista P.P.Pasolini<br />
“L’Europeo”, 31 Dicembre 1970</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/09/15/etnografia-del-calcio-una-specie-di-autobiografia/comment-page-1/#comment-101</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 09:43:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.etnografia.it/?p=373#comment-101</guid>
		<description>Il calcio mi piaceva sino ai primi anni 90. Attualmente, anche seguendolo ogni tanto, mi sembra sia diventato molto più prevedibile e squilibrato, omologato. I conduttori televisivi ne parlano come fosse una scienza e molti allenatori si danno un&#039;aria professionale, quasi dottorale, del tutto fuori luogo per un semplice gioco. Il livello tecnico dei calciatori si è abbassato e viene privilegiato il semplice aspetto atletico. Contano solo pochi club, quelli che hanno più denaro. Una volta prima della caduta del muro di Berlino i club dell&#039;est europa riuscivano a competere con quelli occidentali: ora con la globalizzazione sono stati marginalizzati e vincono sempre i soliti, sia nelle singole nazioni che a livello internazionale. Le sessioni di calcio mercato, molto più lunghe( e snervanti) hanno indebolito il senso di identità e appartenenza alla maglia e può accadere che in una stessa stagione un calciatore giochi per 3 club. Vedere una partita può sempre conservare elementi romanzeschi, ma questi sembrano sempre più legati ad una sensibilità e cultura( anche calcistica e sportiva, ovvio) dell&#039;osservatore che all&#039;oggettivo spettacolo che il più delle volte viene presentato. E se a qualcuno tutte queste valutazioni sembrano solo echi da persone nostalgiche del tempo che fu, costui provi a ricordare quando è stata l&#039;ultima volta che un outsider( ossia una società che non aveva alle spalle super presidenti, grossi sponsor o enormi bacini d&#039;utenza)  ha vinto il campionato italiano, o la Coppa dei Campioni. Per la cronaca la risposta è  la Samp e la Stella Rossa di Belgrado: per entrambi correva l&#039;anno 90-91. 19 anni fa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il calcio mi piaceva sino ai primi anni 90. Attualmente, anche seguendolo ogni tanto, mi sembra sia diventato molto più prevedibile e squilibrato, omologato. I conduttori televisivi ne parlano come fosse una scienza e molti allenatori si danno un&#8217;aria professionale, quasi dottorale, del tutto fuori luogo per un semplice gioco. Il livello tecnico dei calciatori si è abbassato e viene privilegiato il semplice aspetto atletico. Contano solo pochi club, quelli che hanno più denaro. Una volta prima della caduta del muro di Berlino i club dell&#8217;est europa riuscivano a competere con quelli occidentali: ora con la globalizzazione sono stati marginalizzati e vincono sempre i soliti, sia nelle singole nazioni che a livello internazionale. Le sessioni di calcio mercato, molto più lunghe( e snervanti) hanno indebolito il senso di identità e appartenenza alla maglia e può accadere che in una stessa stagione un calciatore giochi per 3 club. Vedere una partita può sempre conservare elementi romanzeschi, ma questi sembrano sempre più legati ad una sensibilità e cultura( anche calcistica e sportiva, ovvio) dell&#8217;osservatore che all&#8217;oggettivo spettacolo che il più delle volte viene presentato. E se a qualcuno tutte queste valutazioni sembrano solo echi da persone nostalgiche del tempo che fu, costui provi a ricordare quando è stata l&#8217;ultima volta che un outsider( ossia una società che non aveva alle spalle super presidenti, grossi sponsor o enormi bacini d&#8217;utenza)  ha vinto il campionato italiano, o la Coppa dei Campioni. Per la cronaca la risposta è  la Samp e la Stella Rossa di Belgrado: per entrambi correva l&#8217;anno 90-91. 19 anni fa.</p>
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