gli inviti per google wave… ossia il gran ballo di corte e cenerentola…
Che cos’è google wave? Boh, per me e’ come le apparizioni divine, molti ci credono, pochissimi affermano di averle vissute in prima persona. Ma indipendentemente dal valore implicito dello strumento, dal fatto che rivoluzionerà o meno il modo di lavorare in modo collaborativo e partecipato mi incuriosisce il rumore del mondo attorno ad esso, sapientemente orchestrato dai gatti&volpi di Google, che hanno distribuito l’accesso ad invito, si parla di 100.000 inviti, ma forse il numero fa parte della leggenda urbana attorno a gwave, accesso limitato che ha escluso di fatto un gran numero di persone, addetti ai lavori e semplici curiosi, like me.
Ma del resto anche gmail, la posta di google, era inizialmente risevata a pochi eletti, anzi unti del signore come un mio amico amava farsi chiamare, poi e’ diventata popular e ce l’ha anche la famosa casalinga di Voghera. Da quando e’ diventata popular e’ diventata cheap e avere l’indirizzo pimcopallo@gmail.com non fa più tendenza.
Historia est magistra vitae?
Se c’e’ una cosa che il Sistema della moda per dirla alla Roland Barthes sa fare molto bene è creare suspence e attesa febbrile, ricerca dell’oggetto agognato, che è uno status symbol, dunque è di per sè raro, prezioso, veicolatore di messaggi subliminali, tipo “lo possiedo ergo sum”…tanto per concretizzare…
Un oggetto culturale diventa status symbol, trendy per dirla diversamente, quando è merce rara e preziosa: infatti in Google wave gli accessi sono contati, numerati, e per capire di che cosa si tratta e poterlo usare occorre avere il fatidico invito.
Così sui social networks da twitter a facebook, da friendfeed sino alle mailing list per specialisti della nicchia social media è tutto un febbrile agire per avere l’agognato invito a google wave, il graal di questi giorni. E se l’invito si è ottenuto? Beh si fa a gara (a giudicare dai post emessi nelle ultime 12 ore) per comunicarlo alla cerchia dei colleghi ed amici con più nonchalance possibile, con tutto l’understatement di cui si è capaci, che in alcune situazione è grande, in altre minimal.
Nei social network si trova ogni genere di richiesta d’invito, da quella sottotono tipo “sono troppo ingenuo a chiederti un invito per google wave?” a quella aggressiva mussoliniana “popolo di facebook esigo un invito sul mio desktop ora!” a quella tipicamente femminile “caro che piacere sentirti dopo cosi tanto tempo… a proposito ti avanza per caso un invitino a google wave?” sino a quella legata all’economia del baratto, mai tramontata “se qualcuno mi invita su google wave lo metto nel friday forward #FF” o “se qualcuno mi invita su google wave lo invito a cena” .
Ancora più interessanti i post di chi l’invito lo ha ricevuto e lo comunica al suo mondo (virtuale): “ho ricevuto l’invito, e mo’ che faccio???” oppure “ho l’invito ma ho paura ad aprirlo” ai finto modesti che cercano di far rosicare tutti “oh ho avuto l’invito beh, ragazzi miei, poi vi racconto lunedi…” sino ai soliti noti “uh g.wave e’ una pizza, mi aspettavo di più, se volete favorire ve lo cedo…uno di questi giorni”. Seee…
E’ evidente che il genio dei ragazzi terribili di google consiste nel aver triangolato la 1.vecchia simpatica caccia al tesoro con 2. la postmoderna teoria dello shopping, dove le merci sono feticci, display di identità liquide che si sentono solide grazie a ciò di cui si circondano (del resto anche gli oggetti culturali digitali, sa va sans dire, sono merci, cosi come lo e’ questo mio blog) insieme a 3. il gran ballo di corte e il complesso di Cenerentola, l’esclusa delle fiabe per antonomasia, che grazie alla fatina buona (l’amico che procura l’invito a google wave, pardon l’abito e le scarpine di cristallo) diventa principessa per una notte e poi, per pura botta di … fortuna… regina per la vita.
Dunque cenerentole di tutto il mondo uniamoci, e cerchiamo una fatina buona nelle prossime 24 ore…Sì perchè lunedì mattina la caccia al tesoro termina, la carrozza ridiventa zucca e altri tag occuperanno le nostre menti e i nostri spazi nel sempre più divertente e straniante so called cyberspazio.
ps. confesso che giorni fa un amico su twitter mi ha offerto un invito ed io non ho colto, declinando causa poco tempo… non era una scusa ma una constatazione di fatto, però curiosa come sono una sbirciatina ORA gliela darei…



brava (ce l’hai un invito eh? Ce l’hai?)
Commento by Salvatore Mulliri — 16 ottobre 2009 @ 19:30
oggi Google wave e’ uno dei 10 trending topics di Twitter, e se per gioco si cerca nel suo motore di ricerca “voglio google wave” si apre una impressionante serie di messaggi, di cui molti dicono: “lo voglio ca***o, non so perche’ ma lo voglio”.
ma del resto quando frequentavo un forum online per donne ricordo bene ad inizio di ogni stagione la wishing list di capi d’abbigliamento e borse e scarpe must have, quello era un thread che totalizzava anche 100 risposte, l’identità di parecchie forumiste si concretizzava in quel momento in quell’oggetto del desiderio…condiviso… pure io ricordo di aver risposto e piu’ di una volta, perche’ condividere un desiderio, anche un desiderio terra/terra, come una borsa, diventa un sentire comune, dunque fa tanto community, anche nel senso piu’ alto del termine…emozionale… e queste cose chi fa bene marketing le sa usare
ma nel caso di un programma informatico la cosa diventa molto piu’ affascinante e complessa…sono curiosa di vederne gli sviluppi nelle prossime ore e giorni… in rete e’ tutto cosi veloce…
Commento by Alessandra Guigoni — 16 ottobre 2009 @ 20:31
Senti, scusa, ti ho mai detto che sei l’etnografa più capace nella quale mi sia mai imbattuto? Le tue analisi sono per me sempre motivo di ampie riflessioni e contribuiscono ad arricchire la mia visione del mondo aprendo prospettive sempre nuove e arricchenti.
Senza dimenticare che il tutto è espresso in una lingua forbita e colta spruzzata di quello humour indispensabile a rendere il tutto estremamente godibile e mai noioso anche quando affronti argomenti estremamente complessi.
(PS: se il to amico twitterante ti rioffre l’invito, puoi ricordarti che c’è qualcuno cui la cosa interessa?)
E vabbè, ci abbiamo provato…
Commento by moreno — 16 ottobre 2009 @ 21:16
La cosa buffa è vederli ora che vagolano come micetti ciechi in un labirinto: “aiutatemi non ci capisco niente di GW” o “ho GW. Cosa devo fare ora?”
Ma che vadano a comprarsi una ciambella del cesso firmata Luis Vuitton che è l’unica cosa che sanno usare veramente.
Commento by Salvatore Mulliri — 17 ottobre 2009 @ 01:23
http://www.webtorbe.it/2009/11/offro-7-inviti-a-google-wave-ai-primi-15-che-commentano/
Invito gratis per google wave!
Commento by Claudio — 6 novembre 2009 @ 00:05
Caro Claudio grazie per l’invito, ti ho appena risposto sul tuo blog, chissa’ se sei una fatina buona o un lupacchiotto digitale…questa cosa degli inviti ha messo in moto un meccanismo complesso, interessante, antropologico. se hai la bacchetta magica lo scopriremo nei prossimi giorni se e quando arriverà l’agognato invito…
ciao!
Commento by alessandra — 6 novembre 2009 @ 12:12
Chi mi invia un invito a google wave?
Commento by Mattia — 13 novembre 2009 @ 09:44
Ciao Mattia! Mi piacerebbe essere una fata turchina e consegnarti un invito con la mia bacchetta magica, ma non ne ho…sono una Cenerentola che e’ stata graziata da un giovane sconosciuto… alchimie che succedono in rete, Claudio ha letto il mio post e mi ha fatto un regalo
Lanciamo un appello ai lettori del blog: se qualcuno ha un invito lo spedisca a Mattia per favore!!!
Commento by alessandra — 13 novembre 2009 @ 16:47
[...] This post was mentioned on Twitter by alessandra guigoni . alessandra guigoni said: @orporick a ottobre scrissi: http://bit.ly/97kkb5 #googlewave [...]
Pingback by Tweets that mention Etnografia » gli inviti per google wave… ossia il gran ballo di corte e cenerentola… -- Topsy.com — 19 maggio 2010 @ 19:13