Genova lontano dagli occhi, dentro l’anima: la poesia di Laura Ficco

 Archiviato in: NUGAE — Alessandra Guigoni @ gen 7th, 2010

di Alessandra Guigoni

Premessa molto personale: Laura ed io ci siamo conosciute per caso una sera di dicembre, invitate ad una kermesse di scrittrici e poetesse operanti nella provincia di Cagliari. Saggista io, poetessa e pittrice lei.

La rete e la solidarietà femminile esistono eccome, mi sono detta osservando i visi, e ascoltando le parole delle partecipanti. Donne che scrivono è stata una manifestazione interessante e ben organizzata dall’Assessorato alle politiche sociali e dal Centro di documentazione e studi delle donne.

Settimane dopo vengo a sapere che è genovese, come me, e allora per curiosità istintiva la contatto. Viviamo vicine, a pochi chilometri di distanza e, come scoprirò davanti al classico caffè, abbiamo molte cose in comune, cose che lei riesce a far diventare arte con i suoi versi, e questo mi piace molto, è come se desse voce anche ai miei desiderata e alle mie memorie, dolorose e liete.

La mia genovesità dopo tutto esiste se il nostro incontro è così caloroso e subito pieno di confidenze. La città è  diventata nei nostri discorsi una specie di amica di cui si sono perse le tracce, anche se non completamente, e di cui si hanno ricordi comuni, fatti di nomi di strade, di profumi, di edifici e naturalmente di cibi: uno su tutti la focaccia.

focaccia

Mi rendo conto di non aver neppure una foto della mia focaccia da inserire in questo post,  quando mai ciò che mastichi ogni giorno lo fotografi? Roba da turisti. Ma ora quando torno a Genova sono turista anch’io… mi sorprendo a fotografare cose che prima mi sembravano banali perche’ familiari, intime, ed ora le trovo curiose, estranee, significative. Lo sguardo da lontano è doloroso a volte eppure è bello, formativo e intrigante.

mendel

La mia identità è ibrida, si nutre di diversi luoghi, anche virtuali.  Sono sparpagliata, e mi piace. A volte persino tornare in un forum in Rete mi dà il batticuore pensando alle amicizie che ho là, alle discussioni, alle emozioni. Non è un porto sepolto, ma un fiume sotterraneo, che ogni tanto fa capolino. Me ne sorprendo ma non dovrei, in fondo studio l’identità da tanti anni, ma guardarsi allo specchio è diverso, e complica piacevolmente le cose.

Mi viene in mente una bella lettura  sulla sardità a cura di Bruno Tognolini in Cartas de logu. Scrittori sardi allo specchio (curato da Giulio Angioni), in cui ibrido era l’aggettivo che gli si addiceva, e credo che mi si addica e forse si addice all’amica Laura Ficco. Ma questo lo sa solo lei, azzardo un’ipotesi.

L’ibridità mi fa balenare alla mente Gregor Mendel e i suoi famosi esperimenti botanici, e le lezioni di biologia e di genetica, anche se l’identità non è matematica nè genetica, ma è un affare di testa e di cuore, sempre. Un’identità non è solo una summa di luoghi, di persone conosciute e di esperienze vissute, che si combinano seguendo delle regole, ma è ciò che scegliamo di divenire, ogni giorno in quei luoghi o altrove, con quelle persone o in loro assenza, con quel bagaglio di esperienze.

La poesia che Laura Ficco dedica a Genova mi incanta, è tratta dal volume Se parla l’anima e la riporto per intero:

Gente di mare.

Gente di antico mare,

di profumate colline,

delle terrazze gradate,

incoronano la mia GENOVA.

Aleggiano in me

sfumati piacevoli ricordi di tenera infanzia,

indelebili a nuovi orizzonti.

Percorro le grigie vie della città vecchia,

una preghiera per ogni chiesa.

Robusta mano stringe l’esile mia,

ballano gli occhi vispi di curiosità.

Luci, addobbi, bellezze e tradizioni,

ipnotizzano candida pupa,

invaghita dai balocchi dell’infanzia.

Sapori e profumi lontani,

ancorati in aromi che incontro.

Burbero e simpatico gergo,

occupa gelosamente in mio cuore,

ricordo di affetti cari oramai scomparsi.

Salgo sulla nave siedo in poppa,

lo sguardo lesto abbraccia la città,

il cuore piange di malinconia.

La lanterna mi saluta

attende il mio ritorno.

Per info sull’autrice: http://lauraficco.info/

La foto della focaccia è gentilmente offerta dal blog di Martina0315,
la ricetta si trova ivi:
http://martina0315.blog.deejay.it/2008/05/23/cucina-genovese-lesson-n3-fugassa/

5 commenti »

  1. Anche per me oggi è stata una scoperta approfondire la conoscenza di Alessandra. Belle parole che lusingano il mio cuore, è vero dentro di me c’è tutta la voglia di non dimenticare Genova e la sua gente di cui fai parte anche TU!! Ci somigliamo molto, nei nostri discorsi ho ritrovato una forte emozione perchè oltre ad essere una bella persona, sembri mia amica da sempre. Grazie ancora per quelle parole, non dovute, ma sentite, frutto della sensibilità in comune!

    Commento di Laura — 7 gennaio 2010 @ 22:00

  2. Cara Laura grazie a te per l’incontro e le poesie. A presto,

    alessandra

    Commento di alessandra — 8 gennaio 2010 @ 13:54

  3. Beautiful post Alessandra!

    Wonderful quote from Mendel: “l’identità non è matematica nè genetica, ma è un affare di testa e di cuore, sempre.” Sono d’accorda.

    Grazie per la poesia molto bella.

    Commento di laura Schenone — 9 gennaio 2010 @ 03:40

  4. Buongiorno Laura, il tuo commento e’ graditissimo, anche perche’ tu forse meglio di chiunque altro puoi capire il sentimento di questo post.

    La genovesità, forse per il carattere schivo dei genovesi, non viene mai esibita, no, ma magari a distanza di generazioni, dall’altra parte dell’Oceano, ricompare, come e’ successo a te. E tutto ciò e’ bello da scoprire e da raccontare, come hai fatto tu.

    Per quei pochi che non ti conoscono gia’ dico solo che hai un blog di cultura del cibo formidabile, e che hai scritto un incantevole libro, che definire di cucina genovese e’ riduttivo, dentro c’e’ la storia della tua famiglia e generazioni di saperi e sapori, tuttavia di cucina e ricette parla anche, soprattutto dei ravioli, e si intitola THE LOST RAVIOLI RECIPES OF HOBOKEN.

    Per saperne di piu’: http://www.lostravioli.com/reviews.html

    cara Laura a presto!

    alessandra

    Commento di alessandra — 9 gennaio 2010 @ 09:06

  5. Post scriptum

    Forse questo post sara’ l’occasione per una conoscenza (virtuale) tra Laura Ficco e Laura Schenone, anzi lo spero.
    Sono entrambe poetesse delle donne, delle loro storie pubbliche e private, dei loro saperi e sapori.

    Se qualche altra donna si volesse aggiungere per una segnalazione o un commento la porta del blog e’ sempre aperta…:)

    Commento di alessandra — 9 gennaio 2010 @ 09:10

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