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	<title>Commenti a: Germania, una mamma di latte</title>
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	<description>Blog di alessandra guigoni</description>
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		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2010/01/20/germania-una-mamma-di-latte/comment-page-1/#comment-296</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 06:46:53 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie mille Francesco :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie mille Francesco <img src='http://www.etnografia.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Francesco D.</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2010/01/20/germania-una-mamma-di-latte/comment-page-1/#comment-293</link>
		<dc:creator>Francesco D.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 12:40:46 +0000</pubDate>
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		<description>P.S. Ho trovato due interessanti link in cui si parla del libro di Giulino Cannata.

http://www.lankelot.eu/letteratura/cannata-giuliano-si-spegne-signori-si-chiude-l-era-della-diminuzione.html

http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/dtln-280-L_era_della_diminuzione?cid=4061</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>P.S. Ho trovato due interessanti link in cui si parla del libro di Giulino Cannata.</p>
<p><a href="http://www.lankelot.eu/letteratura/cannata-giuliano-si-spegne-signori-si-chiude-l-era-della-diminuzione.html" rel="nofollow">http://www.lankelot.eu/letteratura/cannata-giuliano-si-spegne-signori-si-chiude-l-era-della-diminuzione.html</a></p>
<p><a href="http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/dtln-280-L_era_della_diminuzione?cid=4061" rel="nofollow">http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/dtln-280-L_era_della_diminuzione?cid=4061</a></p>
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		<title>Di: Francesco D.</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2010/01/20/germania-una-mamma-di-latte/comment-page-1/#comment-282</link>
		<dc:creator>Francesco D.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 13:12:51 +0000</pubDate>
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		<description>Molte grazie Alessandra per la segnalazione, che approfondirò. Penso di essere d&#039;accordo con te, vedremo gli sviluppi della situazione. Aspetto con grande interesse i tuoi pensieri riguardo il primo commento. Comunque considerami a disposizione tua e della conoscenza, se avrai necessità di qualcosa. A presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molte grazie Alessandra per la segnalazione, che approfondirò. Penso di essere d&#8217;accordo con te, vedremo gli sviluppi della situazione. Aspetto con grande interesse i tuoi pensieri riguardo il primo commento. Comunque considerami a disposizione tua e della conoscenza, se avrai necessità di qualcosa. A presto.</p>
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		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2010/01/20/germania-una-mamma-di-latte/comment-page-1/#comment-280</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 08:42:05 +0000</pubDate>
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		<description>Per Giovanna e Gigi: grazie per aver commentato il bel racconto di Giusi e per la vostra testimonianza, benvenuti nel blog.


alessandra</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Giovanna e Gigi: grazie per aver commentato il bel racconto di Giusi e per la vostra testimonianza, benvenuti nel blog.</p>
<p>alessandra</p>
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		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2010/01/20/germania-una-mamma-di-latte/comment-page-1/#comment-279</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 08:38:51 +0000</pubDate>
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		<description>Per Francesco: anni fa ho conosciuto Luigi Zoja, che ha scritto un bel libro sulla storia della paternità: Il Gesto di Ettore. 
Trovo molto teneri e intelligenti i padri odierni che conosco, e la crisi che e&#039; nell&#039;aria spero sara&#039; foriera di un nuovo modello di paternita&#039; autorevole senza inutili autoritarismi, sensibile e aperto.
un caro saluto e alla prossima :)

alessandra</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Francesco: anni fa ho conosciuto Luigi Zoja, che ha scritto un bel libro sulla storia della paternità: Il Gesto di Ettore.<br />
Trovo molto teneri e intelligenti i padri odierni che conosco, e la crisi che e&#8217; nell&#8217;aria spero sara&#8217; foriera di un nuovo modello di paternita&#8217; autorevole senza inutili autoritarismi, sensibile e aperto.<br />
un caro saluto e alla prossima <img src='http://www.etnografia.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>alessandra</p>
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		<title>Di: Giovanna</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2010/01/20/germania-una-mamma-di-latte/comment-page-1/#comment-278</link>
		<dc:creator>Giovanna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 14:27:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.etnografia.it/?p=621#comment-278</guid>
		<description>Cara Giusi, grazie per il tuo racconto. Una mia anziana zia, ha partorito tre figli, ma nei suoi discorsi raccontava di quattro bambini da lei allattati. Alle richieste di chiarimento, ha spiegato che, mentre si trovava in clinica per aver appena partorito la sua seconda figlia,vide le infermiere passar di stanza in stanza,chiedendo se qualcuna delle neo mamme fosse disponibile ad allattare un bimbo che non poteva succhiare dal seno della propria mamma. Accettò volentieri. Sono trascorsi circa cinquanta anni, ma è sempre rimasta intimamente legata a quel bimbo di cui non ha mai saputo il nome, ma che ha visto lottare e crescere nei primi giorni di vita. Nel parlarne, ancora oggi si emoziona.
      Giovanna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Giusi, grazie per il tuo racconto. Una mia anziana zia, ha partorito tre figli, ma nei suoi discorsi raccontava di quattro bambini da lei allattati. Alle richieste di chiarimento, ha spiegato che, mentre si trovava in clinica per aver appena partorito la sua seconda figlia,vide le infermiere passar di stanza in stanza,chiedendo se qualcuna delle neo mamme fosse disponibile ad allattare un bimbo che non poteva succhiare dal seno della propria mamma. Accettò volentieri. Sono trascorsi circa cinquanta anni, ma è sempre rimasta intimamente legata a quel bimbo di cui non ha mai saputo il nome, ma che ha visto lottare e crescere nei primi giorni di vita. Nel parlarne, ancora oggi si emoziona.<br />
      Giovanna</p>
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		<title>Di: giusi gregorio</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2010/01/20/germania-una-mamma-di-latte/comment-page-1/#comment-277</link>
		<dc:creator>giusi gregorio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 13:35:39 +0000</pubDate>
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		<description>ciao giusi, anche sul ditzionario di Mario puddu a pag. 1543 , compare 
la voce: sorredìta; sorre de tita - con la definizione: sorre no pro 
esser fiza de matessi ,mama, ma pro l&#039;aer allatada sa matessi fémina. 
comenti bisi is contus ti torrant, pentzu si netzat fintzas frade de 
lati e sorri de lati. deu puru seu fradi de lati cun Marinella di 
Nuragus, no m&#039;aregoddu su  sangunau, ma parit IBBA, fortzis dda 
conoscis fintzas e tui trabalada comenti dottoressa in s&#039;igene pubblica 
a isili unus cantus annuas fait, ciau gigi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao giusi, anche sul ditzionario di Mario puddu a pag. 1543 , compare<br />
la voce: sorredìta; sorre de tita &#8211; con la definizione: sorre no pro<br />
esser fiza de matessi ,mama, ma pro l&#8217;aer allatada sa matessi fémina.<br />
comenti bisi is contus ti torrant, pentzu si netzat fintzas frade de<br />
lati e sorri de lati. deu puru seu fradi de lati cun Marinella di<br />
Nuragus, no m&#8217;aregoddu su  sangunau, ma parit IBBA, fortzis dda<br />
conoscis fintzas e tui trabalada comenti dottoressa in s&#8217;igene pubblica<br />
a isili unus cantus annuas fait, ciau gigi</p>
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		<title>Di: Francesco D.</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2010/01/20/germania-una-mamma-di-latte/comment-page-1/#comment-276</link>
		<dc:creator>Francesco D.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 12:51:04 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie della tua risposta, Alessandra, la mia non era una critica, è che temo che questa epoca possa spiazzare molto i maschi. La questione delle regole è quella centrale in quest&#039;epoca, che sembra andare verso una maggiore pianificazione. Dover capire quali siano queste regole, cioè i concetti sulla base dei quali accettiamo o ci asteniamo da determinati comportamenti. Secondo me questo chiama in causa tutti gli scienziati ed i ricercatori dei vari campi, uniti, una volta tanto, per confrontarsi su temi di applicazione concreta e quasi immediata. Ti ringrazio personalmente anche per le tue riflessioni future che senz&#039;altro possono aiutare molto, anzitutto me stesso, nell&#039;approfondire la questione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie della tua risposta, Alessandra, la mia non era una critica, è che temo che questa epoca possa spiazzare molto i maschi. La questione delle regole è quella centrale in quest&#8217;epoca, che sembra andare verso una maggiore pianificazione. Dover capire quali siano queste regole, cioè i concetti sulla base dei quali accettiamo o ci asteniamo da determinati comportamenti. Secondo me questo chiama in causa tutti gli scienziati ed i ricercatori dei vari campi, uniti, una volta tanto, per confrontarsi su temi di applicazione concreta e quasi immediata. Ti ringrazio personalmente anche per le tue riflessioni future che senz&#8217;altro possono aiutare molto, anzitutto me stesso, nell&#8217;approfondire la questione.</p>
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		<title>Di: alessandra</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2010/01/20/germania-una-mamma-di-latte/comment-page-1/#comment-275</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 07:05:01 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Francesco non so se interpreto bene il tuo commento ma sì nel racconto di Maria Giuseppina e&#039; assente la figura maschile e paterna.
E&#039; una storia tutta al femminile, dove la solidarieta&#039; femminile e l&#039;amore materno sopperiscono a deprivazioni materiali e difficoltà di vita che si intuiscono ma delicatamente.

Nei nostri commenti manca un&#039;analisi sul contributo maschile alla genitorialità, alla procreazione, alla cura dei figli, hai fatto bene a tirare fuori questo complicatissimo tema della paternita&#039;, che sembra il ruolo piu&#039; naturale del mondo invece e&#039; un ruolo storicamente e culturalmente determinato.

Se guardo i padri di oggi e i padri di ieri in Italia mi sembrano due universi paralleli. Oggi c&#039;e&#039; piu&#039; responsabilita&#039; e tenerezza, e anche riflessione sul proprio ruolo.

Personalmente non potrei e non vorrei fare a meno degli uomini, ma ci sono tante situazioni diverse quante le stelle nel cielo, e reprimere il reale e la sua varieta&#039; circoscrivendola ad una ipotetica &quot;famiglia normale&quot;, padre, madre, figlio mi sembra fuori luogo e tempo, anche se le regole ci devono essere, a tutela anche del benessere dei figli.

Adesso sto per uscire dammi un giorno per buttare giu&#039; qualcosa di sensato (prendero&#039; spunto dal libro sulla famiglia di Remotti penso) e ti rispondo, intanto grazie per aver citato Cannata, il libro &quot;Si Spegne. Signori si chiude&quot; non l&#039;ho ancora letto, ora lo farò.

alessandra</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Francesco non so se interpreto bene il tuo commento ma sì nel racconto di Maria Giuseppina e&#8217; assente la figura maschile e paterna.<br />
E&#8217; una storia tutta al femminile, dove la solidarieta&#8217; femminile e l&#8217;amore materno sopperiscono a deprivazioni materiali e difficoltà di vita che si intuiscono ma delicatamente.</p>
<p>Nei nostri commenti manca un&#8217;analisi sul contributo maschile alla genitorialità, alla procreazione, alla cura dei figli, hai fatto bene a tirare fuori questo complicatissimo tema della paternita&#8217;, che sembra il ruolo piu&#8217; naturale del mondo invece e&#8217; un ruolo storicamente e culturalmente determinato.</p>
<p>Se guardo i padri di oggi e i padri di ieri in Italia mi sembrano due universi paralleli. Oggi c&#8217;e&#8217; piu&#8217; responsabilita&#8217; e tenerezza, e anche riflessione sul proprio ruolo.</p>
<p>Personalmente non potrei e non vorrei fare a meno degli uomini, ma ci sono tante situazioni diverse quante le stelle nel cielo, e reprimere il reale e la sua varieta&#8217; circoscrivendola ad una ipotetica &#8220;famiglia normale&#8221;, padre, madre, figlio mi sembra fuori luogo e tempo, anche se le regole ci devono essere, a tutela anche del benessere dei figli.</p>
<p>Adesso sto per uscire dammi un giorno per buttare giu&#8217; qualcosa di sensato (prendero&#8217; spunto dal libro sulla famiglia di Remotti penso) e ti rispondo, intanto grazie per aver citato Cannata, il libro &#8220;Si Spegne. Signori si chiude&#8221; non l&#8217;ho ancora letto, ora lo farò.</p>
<p>alessandra</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesco D.</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2010/01/20/germania-una-mamma-di-latte/comment-page-1/#comment-273</link>
		<dc:creator>Francesco D.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 19:17:29 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao a tutti ho trovato da poco questo blog molto bello. Penso che la legge 40 è una legge che diminuisca le nascite ed è un dato di fatto.
Nascite che già oggi diminuiscono per via del progresso, che porta le donne a lavorare e quindi a fare pochi figli e più tardi. Lo spiega bene l&#039;ultimo libro di Giuliano Cannata. Però c&#039;è che guardando la scienza di oggi in modo obiettivo, si vede bene come le donne possano emanciparsi con una facilità impressionante e cambiare così l&#039;inerzia di questo sistema evolutivo. Infatti oggi ci sono pochi servizi sociali quindi c&#039;è il disincentivo ad avere figli, come spiega Cannata, però poi ho pensato che se le donne volessero e si organizzassero potrebbero avere figli indipendentemente dai maschi, con la fecondazione da semi di laboratorio. Insomma con poca energia possono cambiare l&#039;inerzia del sistema e perciò può essere facile che avvenga in futuro. Perciò penso sarebbe importante che i governi, ancora maschili, gli Stati e l&#039;ONU, tutelino l&#039;essere umano come realtà inviolabile con le sue necessità di vita ed autonomia, indipendentemente da altri fattori. Francesco D.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti ho trovato da poco questo blog molto bello. Penso che la legge 40 è una legge che diminuisca le nascite ed è un dato di fatto.<br />
Nascite che già oggi diminuiscono per via del progresso, che porta le donne a lavorare e quindi a fare pochi figli e più tardi. Lo spiega bene l&#8217;ultimo libro di Giuliano Cannata. Però c&#8217;è che guardando la scienza di oggi in modo obiettivo, si vede bene come le donne possano emanciparsi con una facilità impressionante e cambiare così l&#8217;inerzia di questo sistema evolutivo. Infatti oggi ci sono pochi servizi sociali quindi c&#8217;è il disincentivo ad avere figli, come spiega Cannata, però poi ho pensato che se le donne volessero e si organizzassero potrebbero avere figli indipendentemente dai maschi, con la fecondazione da semi di laboratorio. Insomma con poca energia possono cambiare l&#8217;inerzia del sistema e perciò può essere facile che avvenga in futuro. Perciò penso sarebbe importante che i governi, ancora maschili, gli Stati e l&#8217;ONU, tutelino l&#8217;essere umano come realtà inviolabile con le sue necessità di vita ed autonomia, indipendentemente da altri fattori. Francesco D.</p>
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