Un pomeriggio con Norma, artista del pane sardo
Questo non è un vero e proprio post, diciamo che sono appunti dal mio diario di campo, accompagnati da immagini che per me sono dense di significati e di emozioni; testimoniano un pomeriggio trascorso con la signora Norma Argiolas e le sue brave corsiste, un pomeriggio piacevole, scandito dal rito del caffe’, dalle chiacchiere liete e amare sui casi della vita, come succede tra amiche di vecchia data.
Il catalizzatore di questa atmosfera, l’ordinatore di eventi è un composto di acqua, farina, sale e lievito… pasta di pane insomma, che in pochi minuti si trasforma da massa informe a forma di pane.
Prima o poi ogni antropologo inciampa nell’argomento “pane in Sardegna“; il pane è un argomento inesauribile, anche una questione aperta, per citare Enrica Delitala, in quanto prodotto alimentare con una grandissima tradizione e in continuo divenire.
Finora me ne ero occupata solo a spizzichi e bocconi, come quando mi sono occupata di pani alternativi a quello di grano duro, come il pane di mais e quello di patate, o del ciclo calendariale pasquale tramite il medium del pane, o ancora nel progetto regionale Il mestiere dei sapori quando ho costruito i contenuti relativi al pane insieme alle operatrici e alle informatrici locali.
La panificazione è un fatto sociale totale sull’Isola, e allo stato attuale si assiste a quello che Tullio Seppilli chiamava anni fa revival folclorico: nel caso del pane sardo si tratta di una rivitalizzazione consapevole dei saperi “di una volta” attraverso mille canali diversi: dai programmi televisivi dedicati ai blog, dai progetti comunali e regionali, sino ai corsi sulla panificazione tradizionale che attecchiscono in città come nell’hinterland, presso le proloco, le scuole di ogni ordine e grado, i centri sociali.
Ieri sono andata a trovare una brava artigiana del pane, Norma Argiolas, di Quartu Sant’Elena, mentre faceva lezione alle signore della Consulta delle donne di Assemini; come al solito mi ha colpito la bravura manuale di Norma ma anche la sua passione e volontà di insegnare facendo, e la sua disponibilità a farsi filmare e fotografare da me e sentirsi fare mille domande curiose, su questo e su quello.

Ho visto le sue allieve, donne simpatiche e piene di energia positiva, trasformare pazientemente un pezzo di pasta informe in coccoi graziosi, attraverso semplici strumenti come rotelle, coltellini e forbicine. Le ho intervistate brevemente e mi hanno raccontato che loro i coccoi degli sposi ossia i pani ornati festivi, quelli che Alberto Mario Cirese chiama arte plastica effimera, non li sapevano fare prima di incontrare Norma, e che grazie alla loro maestra ora sanno fare roselline, foglie, uccellini e tutte quelle minuscole sculture di pasta che vanno poi inserite nelle corone e nei cuori di pasta anch’essi sino a comporre vere e proprie piccole opere d’arte.
Con Norma ci siamo conosciute da poco, ma è nata da subito una reciproca simpatia, e man mano nasceva in me il desiderio di capire che cosa sta succedendo alla panificazione tradizionale a Cagliari e dintorni, quali sono le prospettive, gli sviluppi, ma soprattutto rendere omaggio al sapere della mano di Norma, citando un saggio di Giulio Angioni, alla sua abilità tecnica, che è frutto di lunghe osservazioni di quel che sua nonna faceva e lei bambina osservava e ripeteva, e di anni e anni di lavoro a sa mesa.
P.S. Le rotelline e gli altri strumenti fotografati sono opera del marito di Norma, Gianni, che con grande creatività e pazienza forgia strumenti per decorare e tagliare delicatamente la pasta del pane, delle paste fresche e dei dolci.



Vearamente molto interessante… oggi porto questo post a lezione al master di scienze enogastronomiche

però se vengo in sardegna mi ci porti dalla Norma, eh?
Ah, ti mando un caro abbraccio da parte di Marco Menicocci!!!
Commento by Lucia — 6 maggio 2010 @ 08:12
sì sì, molto interessante davvero, e poi il pane è davvero un elemento (ed un alimento) così ricco di suggestioni, che non si finirebbe mai di sentirne parlare. Molto belle anche le foto
Commento by donMo — 6 maggio 2010 @ 09:31
Eh si,
non ho mai visto la Signora Argiolas all’opera ma il pane decorato mi ha sempre affascinato.
Se non ricordo male, perdonami se sbaglio, a Santadi vicino alla piazza principale, c’è un piccolo negozietto dove vendono pane. Nella vetrina espongono del pane decorativo simile a quello che si vede nelle tue foto.
Mi sono sempre chiesto se poi qualcuno quel pane lo mangia veramente o se è destinato a rimanere opera decorativa.
Ciao
Lugi » LuVi Weblog
La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre
Commento by LuViWeb.it — 6 maggio 2010 @ 15:55
Grazie Lucia poi mi racconterai com’e’ andata al Master… quando verrai in Sardegna faremo un tour enogastronomico completo, se vorrai
un abbraccio a Marco, che stimo assai, ciò che state facendo a livello di associazione e’ molto importante- secondo me.
ales
Commento by alessandra — 6 maggio 2010 @ 16:33
Non potrei non trovare piacevole una così stimolante pagina di diario;) ebbene siii,sono di parte!! A Quartu ci sono nata, ci vivo e a questa città ho dedicato la tesi di laurea con argomento: alimentazione:). Esperienza che mi ha insegnato a conoscere meglio questa poliedrica località che continua a stupirmi perché molto naturalmente riesce a mantenere vive le cosiddette tradizioni: quella della panificazione domestica poi non è mai stata abbandonata e in questi tempi di crisi in molte famiglie locali è più fiorente che mai. Il rito della panificazione affascina e il profumo del pane appena sfornato inebria, ci rimanda ad un antico e mitico passato? probabilmente… quando però si vede, si tocca e si assapora questo frutto di costante e duro lavoro con la mente e col cuore potremo apprezzare le nostre origini forse è il pane uno dei pochi alimenti che ci ricorda da dove veniamo e soprattutto chi o cosa siamo? concludo questo mio intervento con una frase che Valery (Antoine-Claude Pasquin) pronunciò nel 1834 durante il suo ‘Viaggio in Sardegna’proprio in occasione di un breve soggiorno a Quartu Sant’Elena:“Io non credo che ci sia in Europa un villaggio il cui pane possa essere paragonato a quello di Quarto, che è rinomatissimo e addirittura superiore a quello di Cagliari”… così per continuare ad esser almeno un pò di parte;)
Commento by cristiana — 6 maggio 2010 @ 16:43
Ciao Luigi, benvenuto sul blog! questo tipo di pane (su coccoi pintau) l’ho visto fare in diversi modi,quello che vedi nella foto sopra(credo simile a quello della vetrina che citi) e’ senza lievito, e se e’ destinato all’esposizione per mesi gli vengono inoculate e/o pennellate sopra sostanze conservanti, dunque non e’ commestibile, ma appunto solo bello da guardare.
Solitamente i pani sono corone, cuori e simili, decorati con motivi avimorfi e floreali.
L’allusione sessuale alla floridezza e fecondita’ del matrimonio di questi pani e’ delicata ma costante.
Ieri le allieve hanno fatto sia pane degli sposi sia coccoi piu’ grandi, meno sforbiciati e decorati ma ugualmente con motivi che ricordano le creste e i becchi di gallo e sfrangiature simili a code e ali di uccelli.
Guardare la Signora Norma che lavora la pasta e’ qualcosa di straordinario, e spero di averne presto di nuovo l’occasione
Commento by alessandra — 6 maggio 2010 @ 17:03
Cara Cristiana come darti torto? la panificazione domestica a Quartu e anche le maestre del pane e le maestre e maestri dei dolci che avete sono un vero e proprio patrimonio.
I gateau quartesi sono meravigliosi, non ricordo se ti eri anche occupata di quei dolci per la tua tesi…
metto qui una ricetta di Anna Maria Sarritzu, altra valente artista quartese: http://www.ilmestieredeisapori.it/?p=448
Ho avuto la fortuna di conoscere molte brave maestre sarde, come Carmen Pisu, con i suoi coros deliziosi, e poi le maestre Rosalba Lecca, Marcellina Mameli, Rita Carla Piras, Patrizia Daga ed altre ancora…
Commento by alessandra — 6 maggio 2010 @ 17:11
grazie Cara Alessandra! eh si non solo per il pane… ma anche per i dolci Quartu è conosciuta… in sede di tesi però non avevo approfondito l’argomento. Mi soffermavo per così dire sul lavoro che uomini e donne svolgevano attorno al mondo dell’alimentazione e quando con gli interlocutori si ‘chiacchierava’ anche dei dolci mi dicevano che ‘ogni occasione era buona per prepararne’;) Personalmente però restavo affascinata dal fatto che alcune ‘druccerasa’ preparassero tali delizie in casa propria e poi li andassero a vendere nelle rinomate pasticcerie di Cagliari… hai rilevato anche tu questa informazione?
risentiamoci:)affettuosamente, cristiana
Commento by cristiana — 6 maggio 2010 @ 20:41
Buongiorno cara, sì anche secondo me la preparazione di dolci su ordinazione da parte di famiglie in vista, per eventi particolari o da parte di ristoranti “in” cagliaritani alle artiste dei dolci e’ sicuramente importante nell’economia delle cose; bytheway aspetto volentieri tue notizie per nuovi articoli
Commento by alessandra — 7 maggio 2010 @ 07:09
[...] This post was mentioned on Twitter by alessandra guigoni . alessandra guigoni said: habemus nuovo post
http://www.etnografia.it/2010/05/06/un-pomeriggio-con-norma-artista-del-pane-sardo/ #pane #etnografia [...]
Pingback by Tweets that mention Etnografia » Un pomeriggio con Norma, artista del pane sardo -- Topsy.com — 7 maggio 2010 @ 09:20
molto volentieri!! ma ti chiedo di pazientare ancora qualche giorno… a presto, allora, e grazie.grazie!!
Commento by cristiana — 7 maggio 2010 @ 17:05
ok! grazie.grazie e a presto allora!!
Commento by cristiana — 7 maggio 2010 @ 17:07
Buongiorno a tutti!
Ogni tanto getto uno sguardo a questo blog perchè lo trovo molto interessante e oggi ho deciso di lasciare un commento, perchè il pane artistico è una delle cose della Sardegna che apprezzo di più. Ho avuto modo di vedere numerose mostre sull’argomento e una in particolare mi ha colpito per la delicatezza e la raffinatezza delle decorazioni (qui di seguito le foto): http://img243.imageshack.us/i/immagine003q.jpg/ http://img705.imageshack.us/i/immagine002fl.jpg/ http://img156.imageshack.us/i/immagine001l.jpg/.
Se apprezzate i lavori della signora Argiolas non potete non apprezzare questi che secondo me sono pure di un livello superiore, se così si può dire. Le foto, che vi assicuro non rendono giustizia alla bellezza del lavoro, sono state fatte in occasione di una mostra allestita presso il Museo del Pane di Borore e i pani cerimoniali sono stati realizzati da un’artista (perchè di questo si tratta) di nome Anna Rita Fadda. Ho avuto modo di conoscerla di persona e mi ha raccontato che ha appreso quest’arte dalla madre che, a sua volta, l’ha appresa da sua madre… Da quel che mi ha detto, la realizzazione dei pani cerimoniali è una pratica ancora molto diffusa nel paese dove vive, Settimo San Pietro. Non credevo che questo paese fosse famoso per questo tipo di lavori e vorrei saperne di più, qualcuno può aiutarmi?
Grazie in anticipo!
Commento by Maria — 11 maggio 2010 @ 11:02
Cara Maria conosco Anna Rita Fadda, e’ stata una delle maestre del pane del progetto Dae sa terra a sa mesa, a cui ho partecipato come antropologa dell’alimentazione, trovi qualche foto qui:
http://www.ilmestieredeisapori.it/?page_id=1909
e su Settimo San Pietro in particolare qui:
http://www.ilmestieredeisapori.it/?p=948
Ricordo con piacere anche la sua mamma, maestra ottuagenaria, che ho incontrato da poco a San Benedetto, si e’ anche fatta intervistare dai miei studenti con pazienza e simpatia.
Delle immagini riesco a vedere solo la 0003q, in effetti e’ molto raffinata.
Credo che in Sardegna ci siano molte maestre, molto saper fare, essendo l’arte del pane un importante marcatore identitario della sardita’, forse quasi quanto la limgua.
cordiali saluti, alla prossima
Commento by alessandra — 11 maggio 2010 @ 15:09
Buongiorno a tutti, ho visitato con piacere questo sito perchè sono affascinata dall’arte de “su coccoi pintau”, purtroppo nel mio paese non c’è più questa tradizione e io cerco qualcuno che sia disponibile a trascorrere un pomeriggio con me per spiegarmi i segreti di quest’arte, ho provato da sola e devo dire che mi sono riusciti abbastanza bene perchè ho una vera passione, ma vedere dal vivo la persona che lavora la pasta e fa queste meraviglie in miniatura…bè, è tutta un’altra cosa. Ho anche parlato con le donne anziane che facevano queste cose, ma sono davvero troppo anziane e possono solo parlarmene a voce, ma non si ricordano le proporzioni degli ingredienti, la quantità di sale giusta perchè non si guastino e via dicendo..c’è qualche persona che potrebbe aiutarmi, magari in qualche paese dell’oristanese? Ho chiesto a Villaurbana dove c’era la sagra del pane e splendidi capolavori, ma c’è stata una chiusura totale anche per fare una chiaccherata..non trovo giusto che non si vogliano insegnare queste cose che si stanno perdendo.. Grazie a chi vorrà aiutarmi!
Commento by maria — 17 maggio 2010 @ 18:14
Gentile lettrice raccolgo il suo appello e invito le mie buone conoscenti che sono maestre nell’arte della panificazione a venirle in soccorso.
Nella mia limitata esperienza la maestra di pane ideale ha voglia di insegnare innanzitutto, la pazienza per farlo, e la generosita’ nello svelare i segreti dell’arte.
Di solito le Proloco conoscono maestre disponibili ad insegnare, credo che potrebbe partire da lì.
E poi se ha piacere mi mandi le immagini delle sue creazioni di pane, le vedro’ con interesse e curiosita’.
Un altro tema di sicura interesse (per me almeno) e’ il lievito madre… se trova notizie in merito dalle sue parti sono a sua disposizione per approfondirlo insieme
Commento by alessandra — 17 maggio 2010 @ 18:51
Grazie Alessandra per il suo interessamento.. purtroppo la proloco nel mio paese non funziona..ma ho fiducia che qualche signora generosa, magari vicino a Cabras o Oristano mi possa aiutare a realizzare questo mio sogno che, le posso assicurare, è proprio un sogno! Intanto cercherò di farle vedere i miei primi lavori che credo, nella mia inesperienza, siano anche carini,devo solo capire come poter inserire le immagini nel blog! Mi rendo conto che ho bisogno di pratica ma sopratutto di una carica di entusiasmo che solo una persona esperta può darmi!Grazie a presto da Maria
Commento by maria — 18 maggio 2010 @ 10:20
Bel lavoro grazie di averlo condiviso con noi, fa venire voglia di partire per la Sardegna…sarà che sono isolana anche io (siciliana), sarà che studio antropologia e so quanto è vero che l’antropologia può fare la differenza perchè ne tiene conto. Ti ho linkato nel mio blog, spero non ti dispiaccia, Saluti
Commento by Simonzella — 21 maggio 2010 @ 18:27
Benvenuta, la Sicilia e’ una delle patrie elettive della storia e della cultura del cibo
grazie per il link, sto guardando il tuo blog in questo momento, complimenti!
Commento by alessandra — 21 maggio 2010 @ 18:49
Wow Alessandra. Love this whole thing. The bread “sculptures” the photos of the women, the stories, and oh those beautiful rotelle! I just don’t understand why you wrote that “this isn’t a real post.” It’s a beautiful post and all the better for the emotion. thank you for sharing this.
L
Commento by laura schenone — 25 maggio 2010 @ 19:09
Sono opera d’arte questa pane. Mi viene la voglia to tornare in Sardegna.
Commento by Ciaochowlinda — 26 maggio 2010 @ 03:29
Thanks Laura!
Il pane e’ uno di quei temi su cui non si finisce mai di dire cio’ che c’e’ da dire, e l’arte del pane in Sardegna e’ una tradizione davvero importante, e per fortuna ancora praticata.
Sto cercando di imparare sul lievito madre, ci vorrebbero giornate da 36 ore per occuparsi di tutto ciò che ci piace, ci incuriosisce, ci attira…
Commento by alessandra — 26 maggio 2010 @ 07:02
Ciao Linda benvenuta nel blog!
Il tuo blog e’ davvero interessante e stuzzicante; quando torni in Sardegna non dimenticare di passare da Cagliari mi farebbe molto piacere conoscerti e fare con te un’escursione enogastronomica
Commento by alessandra — 26 maggio 2010 @ 07:05
CiAo Ale! QUesto post è bellissimo! Davvero Grazie!
Mariagrazia
Commento by Mariagrazia — 27 maggio 2010 @ 22:05
bello, ho potuto apprezzare quest’arte nei “coros” di pane finemente lavorati che a Nuoro si regalano agli sposi
Commento by isolavirtuale — 7 giugno 2010 @ 17:37
Ciao Isola, spero che gli spammer si siano dati una calmata… provo a commentare dunque; sos coros sono speciali, a me ha insegnato ad apprezzarli la maestra Carmen Pisu, che collabora con quest’azienda (vedi foto di su coru): http://cagliari.mondodelgusto.it/2009/10/02/orroli-cagliari-kentos-pane-dei-centenari-cagliaritani/
alla prossima
ales
Commento by alessandra — 18 giugno 2010 @ 15:01
Ciao a tutti!! Ho visto le creazioni di pane della Sig.ra Norma Argiolas. Sapete per cortesia indicarmi l’indirizzo del suo panificio o un recapito telefonico? Grazie!!! Laura
Commento by laura murru — 3 novembre 2010 @ 21:33
Ciao a tutti!! Ho visto le creazioni di pane della Sig.ra Norma Argiolas. Sapete per cortesia indicarmi l’indirizzo del suo panificio a Quartu o un recapito telefonico? Grazie!!! Laura
Commento by laura murru — 3 novembre 2010 @ 21:34
Gentile Laura ho chiesto il permesso alla sig.ra Norma e dunque le inviero’ al suo indirizzo di posta elettronica la sua mail e numero di cellulare. Per qualsiasi altra informazione mi contatti a aguigoni@yahoo.com vi mettero’ volentieri in contatto!
alessandra
Commento by alessandra — 4 novembre 2010 @ 14:09
Vorrei vedere dal vivo la preparazione del coccoi
Commento by Luciano — 25 dicembre 2011 @ 23:37
Molto bello
Commento by Luciano — 25 dicembre 2011 @ 23:38
grazie a tutti ,per contatarmi basta che mi inviate una mail,e quanto prima vi chiamo.norma.
Commento by norma — 9 gennaio 2012 @ 17:01
le signore della consulta di assemini, che con tanta pazienza hanno realizato il pane della sposa,ringraziano tutti dei commenti che avete mandato.norma.
Commento by norma — 9 gennaio 2012 @ 17:38
Cara Norma buon anno! Ogni volta che qualcuno mi scrive qui o in privato do la tua mail, so quanto sei generosa nel raccontare e insegnare la tua arte!
cordiali saluti, alessandra
Commento by alessandra — 9 gennaio 2012 @ 17:45
Cara Alessandra ti contracambio gli auguri per un anno sereno e con tanta salute,un abraccio ai tuoi tesori.
Commento by norma — 11 gennaio 2012 @ 11:29
Cara Norma, mi piacerebbe conoscerla e contattarla per vedere dal vivo la preparazione delle sue meraviglie di pane. Aspetto fiduciosa una sua risposta. Grazie da Maria
Commento by Maria — 7 marzo 2012 @ 16:57
Cara Norma, volevo farle i complimenti per i suoi lavori e volevo chiederle come posso contattarla per chiederle informazioni sui coccois.Aspetto una sua risposta grazie Maria
Commento by Maria — 7 marzo 2012 @ 17:25
Cara Maria e care amiche per venire a vedere come si realizza il pane,mandatemi il vostro recapito telefonico mi metterò in contatto quanto prima.Aspetto una vostra risposta,Norma.
Commento by norma — 10 marzo 2012 @ 15:54
Io ho conosciuto Norma in fiera,mentre preparava su pani pintau,il pane tradizionale delle spose.E’ molto brava e paziente e disponibile a mostrare ciò che sa fare di bello e ….buono!!!!Io la contatto con questa email:norma.argiolas@libero.it
Commento by AnnaPaola — 21 marzo 2012 @ 11:47
Grazie Anna Paola per il suo commento. Anch’io ho il permesso di Norma Argiolas di fornire la sua mail, per poter essere contattata. Posso anche fornire il cellulare dopo averlo chiesto a Norma.
Commento by Alessandra Guigoni — 21 marzo 2012 @ 15:31
Cara Anna Paola grazie,grazie della pazienza che lei ha avuto di starmi accano quando io faccevo su pani pintau, spero che anche a lei avrò fatto un piccolo coccoi e mia consuetudine a chi si ferma di farne dono.Un caro saluto e ancora grazie Norma.
Commento by norma — 25 marzo 2012 @ 16:49