Appunti carlofortini
Sono stata molto bene a Carloforte (Isola di San Pietro, isoletta a sud ovest della Sardegna) in occasione della kermesse enogastronomica Girotonno (3-6 giugno 2010); è stato come fare un viaggio nel tempo, sull’Isola bambini adulti e anziani parlano il tabarchino, simillimo al genovese della mia infanzia, che 35 anni fa sentivo ancora parlare dai miei nonni in campagna, fitto fitto, poi è scomparso come lo sciroppo di rose e il pane di mais. Cose di una volta.
Ero in giuria tecnica nella Gara gastronomica internazionale e ho potuto assaporare i piatti di alcuni degli chef più bravi del mondo, ovviamente a base di tonno rosso, tonno da corsa.
Ho mangiato e bevuto benissmo per tre giorni, in ottima compagnia. Quando la compagnia è buona anche il lavoro più impegnativo diventa piacevole.

Sono anche riuscita ad andare per orti e per vigne, infatti l’Isola di San Pietro che non ti aspetti è quella delle cosiddette baracche (casine di campagna, un tempo semplici ripostigli di attrezzi, oggi casette dipinte di bianco dove si puo’ anche dormire e mangiare) circondate dagli orti o dalla macchia mediterranea.

Le rose piantate a bordo vigna hanno funzione pratica, per il mal bianco. Mario L. mi ha insegnato che è un vecchio trucco: se la pianta di rose si infetta è il momento di correre ai ripari con trattamenti per la vite che di lì a poco corre lo stesso pericolo…; ma ovviamente le trovo anche poetiche: come spesso succede estetica e pratiche si fondono, diventando bellezza.

Prima di lasciare l’Isola di San Pietro e le vie odorose di focaccia e di tonno fritto di Carloforte ho preso un po’ di pesce al porto da Maleno, pesce fresco e bellissimo.

Se andassi tutti i fine settimana a Carloforte non sarebbe la stessa cosa, mi piace stupirmi ogni volta che vado, lasciarmi cullare dai ricordi, imparare parole e cose nuove, essere spaesata per riappaesarmi con il paesaggio (del cibo innanzitutto, ecco il senso del foodscape) per qualche giorno. Ci tornerò a settembre, credo e spero.

Nella valigia della partenza del viaggiatore non possono mancare le gallette, indispensabili per la caponata mediterranea, e i canestrelli, qui divenute ciambelle glassate, e di fatti non mancano mai, vengono addirittura immortalate in vetrina, in uno scatto veloce, per non perdere il traghetto.
Ciau, se vedemmu…



Bellissimo essenziale poetico! Brava mi hai fatto tornare emozioni. Un bacio. Bernardo
Commento by Bernardo — 18 giugno 2010 @ 20:36
Veramente bello Alessandra con parole semplici hai reso perfettamente l’idea di quello che abbiamo voluto trasmettervi del nostro piccolo angolo di paradiso!!!
grazie ancora per la bella compagnia
spero di continuare a sentirti
un abbraccio a te e alla tua splendida famiglia
Maddalena
Commento by Maddalena — 19 giugno 2010 @ 17:20
Buongiorno Bernando, ho imparato molte cose sul vino standoti vicino, grazie per la bella compagnia e speriamo di rivederci prossimamente!
Buongiorno Maddalena, grazie per l’accoglienza, mi sono sentita come a casa, ed e’ stata una gran bella sensazione; verso fine mese so che ospiterete un convegno sul tema delle “Isole” cerchero’ di venire
Commento by alessandra — 20 giugno 2010 @ 07:50
ciao Alessandra,
sono completamente d’accordo su tutto quello che scrivi e sull’emozione che procura una visita nella comunità tabarchina di Carloforte. L’isola è meravigliosa anche alla sola vista, ma se si ha la fortuna di scoprirne i “segreti” entrando in contatto con la profonda cultura locale, allora si esplora davvero un mondo meraviglioso del quale tutti i tabarchini devono sentirsi orgogliosi.
spero di rivederti da quelle parti.
ciao
sergio
Commento by sergio rossi — 21 giugno 2010 @ 08:56
Ciao Sergio, grazie per questo affettuoso commento, e speriamo di incontrarci in settembre proprio la’…
alessandra
Commento by Alessandra Guigoni — 21 giugno 2010 @ 16:23
quella casetta bianca in mezzo all’orto e alla vigna mi fa impazzire ! bellissima!
ciao
nb
Commento by nadiabreda — 28 giugno 2010 @ 09:24
Cara Nadia sei sempre cara. Un abbraccio forte, spero di rivederti presto,
ale
Commento by Alessandra Guigoni — 1 luglio 2010 @ 21:23
bello bello questo post!! sai cosa mi ha fatto venire in mente? Un romanzo di Joanne Harris dal titolo ‘Vino,patate e mele rosse’…
grazie per averci portato con te, a presto, Cri
Commento by cristiana — 9 luglio 2010 @ 17:21