Corpo #trendy versus corpo #fail

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ ago 24th, 2012

Un tempo grasso era bello. In tempi di vacche magre i bambini ben pasciuti erano l’orgoglio dei nonni, e le donne in carne avevano molto piu’ sex appeal delle magre.

Poi col boom economico, con l’esplodere del concetto di fitness nella pop culture e infine la dieta Dukan i grassi sono diventati socialmente vituperevoli.

I grassi sono un insulto alla “vision” salutista della nazione italiana, vision e mission più immaginata ovviamente che reale, se pensiamo che un italiano su 3 e’ sovrappeso e siamo, con i Giapponesi, il popolo più sedentario del mondo (e anche il piu’ longevo, con quello giapponese).

I parametri del peso “giusto” ovviamente variano col passare del tempo, con le mode culturali, e a secondo delle civiltà prese in esame. Se pensiamo ai canoni di bellezza occidentali della Modernità le donne di Rubens erano grasse e belle, desiderate e ammirate, oggi una donna taglia 42 che sfili sulle passerelle e’ considerata “taglia forte”.

Per continuare a leggere il post rimando al mio blog Alterego sul quotidiano Lettera43:

http://alterego.blog.lettera43.it/2012/08/24/corpo-trendy-versus-corpo-fail/

P.P. Rubens, Venere al bagno (1612 circa)

2 commenti »

  1. Vale anche per il colore della pelle. Quelle “Abbronzate” erano contadine costrette a giornate di sole. Le signore usavano gli ombrellini, si spremevano limoni in faccia per essere più bianche possibili. Oggi invece quelle con l’ombrellino hanno deciso di tingersi la pelle, anche se le rughe arrivano prima.
    Rubens oggi lo prenderebbero a pesci in faccia. Alla fiera mia sorella ha detto al tipo che c’era un errore, la giacca, taglia 44, era troppo grossa e lui ha risposto “Signora ho le taglie tedesche”. Che significa? Che a parità di peso, andando in Germania o in Francia o UK, ci si sente più magre, perché le taglie sono come erano una volta. Non sempre, non ovunque, ma spesso, e questo aiuta a sentirsi meglio.
    Il culto del corpo si è ferocemente imposto ai tempi del fascismo-nazismo. Oggi è una malattia collettiva e tutto torna. Voglio dire, quante energie servono per lavorare, dimagrire, tenersi in forma e alla moda?
    I poteri per fare quel che gli pare, hanno bisogno di gente distratta. Bingo!! La bellezza commerciale è diventata un Dio assoluto, senza contare i miliardi che fattura sto Dio moderno.
    Mai visto Real time? Vogliono far passare il messaggio che farsi la plastica è normale, anche se poi si esce cuciti come maiali, quindi per forza di cose, non così perfetti come si era raccontato in sede di preventivi.
    Che secolo triste. Vietato invecchiare, ma succede persino ai giovani, possibile che non lo capisca più nessuno?

    Commento by Luisa — 2 settembre 2012 @ 15:59

  2. Cara Luisa quante cose sagge hai scritto. Soprattutto una: “che secolo triste”. Hai dato forma a cio’ che vado pensando in questi giorni…
    La crisi ci ha messo in crisi o eravamo in crisi prima che ci fosse la crisi? Che secolo triste, vedo e sento quasi solo gente triste, sorrisi ne vedo pochi, solo nei bambini e negli stranieri, che sorridono nonostante tutto.
    e poi parafrasando la Magnani sono orgogliosa di tutte le mie rughe, ci ho messo una vita a farmele venire :)

    Commento by Alessandra Guigoni — 4 settembre 2012 @ 10:47

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