I raviolini fritti di Costantino Nivola, se vi par poco… e buone feste!

I raviolini dolci di mandorle, fritti, che probabilmente cita l’artista Costantino Nivola nelle sue Memorie d’Orani, ne vogliamo parlare? Si avvicina il Natale, vi faccio gli auguri con un breve brano e una ricettina.

«Se il maiale dava la sostanza, le strade, durante il carnevale, fornivano i dolci. Cominciando coi primi del nuovo anno, le danze e le mascherate portavano al culmine le feste in tre giorni di frenetica allegria. Il paese di pietra grigia, gli oscuri interni e gli androni bui, le viuzze intricate si trasformavano in una soprannaturale, fiabesca fantasia. Esperti artigiani costruivano dei mostri sorprendenti; i giovani pastori si fabbricavano delle maschere di legno. Tragici e terrificanti, abbigliati con le pellicce degli animali e con dei pesanti campanacci al collo, inscenavano danze di fantasmi di loro ispirazione. Tutti facevano il possibile per camuffare la propria vera identità, come per sgravarsi del peso delle convenzioni sociali d’ogni giorno. Vestite in maniera stravagante, virtuose signore assumevano atteggiamenti scandalosamente osceni. Il tutto era accompagnato dalla musica delle fisarmoniche, da suoni e gridi selvaggi. Gioia e spavento si intrecciavano inestricabilmente in un’atmosfera satura dell’odore di ciambelle e frittelle friggenti, di fragranti mandarini e di vino, vino a fiumi. La voglia per quelle speciali ciambelle […] e per le frittelle col miele, per i ravioli e gli altri dolci fritti, accumulata per un anno intero, veniva rapidamente soddisfatta, fino alla nausea» (Nivola 2003: 69).

Costantino_Nivola_Chiesa_Orani_1958-kt5E--1020x533@IlSole24Ore-Web

I Culurgiones de mendula sono anche un PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) della Sardegna e sono variamente denominati: cruxioneddu de mindua, culungioneddos de mendula, ravioletti dolci alle mandorle ed altre varianti. Sono caratteristici del Carnevale e delle festività importanti invernali in genere. Altri dolci li troverete in CIBO IDENTITARIO DELLA SARDEGNA, NUORO, ISRE, 2019.

Ingredienti Per la pasta: 1 kg g di semola di grano duro, 1 etto di strutto. Per il ripieno: 500 g di mandorle dolci sgusciate, 500 g di zucchero, un limone, un bicchierino di rosolio, acqua q.b., olio per friggere. Zucchero semolato o a velo o miele per guarnire.
Preparazione Si impasta la semola con lo strutto; si aggiunge un po’ di acqua fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Si fa riposare l’impasto. In una ciotola si mettono le mandorle ridotte a farina, sgusciate e sbucciate e macinate. Si scioglie lo zucchero sul fuoco, si versa nella ciotola insieme alla buccia del limone a listarelle sottili e al rosolio (o altro liquore). Nel frattempo si tira la pasta e si dispongono sulla sfoglia i mucchietti di pasta di mandorle. Si preparano i ravioli nel formato preferito, quadrangolare o rondo o a mezzaluna, ritagliando i bordi con la rotella; si mettono a friggere in olio o strutto caldi; si scolano appena la pasta è dorata e si guarniscono con zucchero o miele.