Vsevolod Nikulin: un illustratore geniale dell’Italia

Nasce a Nikolaev (Ucraina), 27 novembre 1890 e si spegne a Milano nel 1968. é sepolto a Nervi (Liguria) dove visse parte della sua lunga ed avventurosa vita d’artista.

Figlio di un pope, dopo un breve periodo in seminario, tra il 1909 e il 1914 studia presso l’Accademia di Belle Arti di Odessa, dove conosce alcuni professori italiani quali gli scultori Luigi Jorini e Giuseppe Mormone. Successivamente frequenta  l’Accademia Imperiale di Belle Arti (Imperatorskaja Akademija Chudožestv) di Pietrogrado (1916-1917). A causa della rivoluzione e della guerra civile, dove combatte come ufficiale della guardia bianca, è costretto a fuggire travestito da contadino. Si trasferisce prima a Odessa e poi a Costantinopoli, dove lavora come scaricatore di porto e custode di chiatte. Giunge in Italia nel 1920 insieme alla nuova compagna, la contessa Aida Bossalini (Odessa, 1890- Milano 1984), figlia di un diplomatico italiano in Russia. Si stabiliscono dapprima a Genova e poi a Nervi, dove risiede svariati anni. Nel frattempo si fa conoscere come pittore e illustratore.

Nel 1941 il Ridotto del Teatro Carlo Felice di Genova allestisce una mostra di sue tavole originali, destinate a comporre l’atlante Imago Italiae per i tipi di De Agostini. Nikulin cura inoltre per Italgeo le illustrazioni della bella edizione in novecentonovantanove esemplari di Pinocchio (1944).Collabora inoltre con Mary Tibaldi Chiesa, traduttrice di opere per l’infanzia attiva nell’ambiente editoriale milanese. Insieme a M. Tibaldi Chiesa, che ne cura la traduzione e l’adattamento, nel 1942 realizza per Hoepli le illustrazioni a Il gallo d’oro e altre fiabe di A. S. Puškin, e nel 1945 per Italgeo L’uccello di fuoco e altre fiabe popolari russe di I. A. Krylov.

Nel 1946 ottiene la cittadinanza italiana. Trascorre gli ultimi anni lavorando, anche in pubblicità, nell’ambiente milanese.  Fonte info http://www.russinitalia.it/dettaglio.php?id=84

Litografia a colori, mm 630×830, firmata “Vsevolod Niculin Cosmographus”. Stampata dalla De Agostini per la Italgeo nel 1949.

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