2021: I prodotti agroalimentari tradizionali della Sardegna passano da 214 a 217

Nonostante la pandemia anche quest’anno la Sardegna ha alzato l’asticella facendo riconoscere tre “nuovi” prodotti agroalimentari, che in realtà sono tradizionali e dunque coltivati, o allevati o prodotti da almeno 25 anni sul suolo dell’Isola come prescrive il MIPAAF.

Si tratta di un cece, il cece di Musei (cixiri de Musei), località del Sulcis-iglesiente; un grano duro storico locale, il Trigu moru e infine la Panada di Cuglieri (Sa Panada Cuglieridana).

Ceci di Musei - Chickpeas from Musei

 

Sono, a ben pensare,  tre prodotti di sicuro appeal per il consumatore; il cece fa parte di un trend legato al consumo dei legumi, in linea con la transizione ecologica e con l’attenzione all’alimentazione naturale. La Sardegna è molto ricca di legumi dai fagioli alle fave, dai ceci alle lenticchie; il Trigu moru è uno dei tanti grani storici duri (e teneri) di cui la Sardegna è ricca e che stanno conoscendo un buon successo nella panificazione domestica ed artigianale di qualità.

Infine la panada, uno dei capolavori della gastronomia sarda, erede del pasticcio, in voga nel Seicento italiano. Da valorizzare sempre di più e meglio. Sicuramente questo riconoscimento sarà utile.

l’Italia è l’unica nazione al mondo ad avere i PAT, oltre 5000 prodotti censiti a livello regionale e riconosciuti dal Ministero a Roma. Spesso diventare Pat significa aprirsi la strada alle certificazioni IGP e DOP, e farsi così conoscere al grande pubblico. Ci vuole molta determinazione, standard di qualità eccellenti e buona capacità produttiva, perchè il made in Italy è molto ricercato e bisogna farsi trovare pronti in caso di successo. Ad maiora!