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 Archiviato in: NUGAE — Alessandra Guigoni @ giu 29th, 2009

Alessandra Guigoni è dottore di ricerca in metodologie della ricerca etnoantropologica; collabora con la cattedra di Antropologia culturale dell’università di Cagliari e con quella di Etnologia dell’Università di Genova, occupandosi di antropologia dell’alimentazione e di antropologia della comunicazione.

Si interessa anche di civiltà indigene d’America, di etnografia virtuale e di interculturalismo. Ha al suo attivo una quarantina di pubblicazioni, tra cui i libri: Internet per l’antropologia (2001); Internet per umanisti (2002); Foodscapes. Stili mode e culture del cibo oggi (2004) e Saperi e sapori del mediterraneo (2006).

Per contattarla: alessandra.guigoni@etnografia.it

12 commenti »

  1. cara alessandra, sempre molto bello il tuo blog e molto brava tu, frizzante!!! bello l’articolo (e il tema) della neve, mi ispiri quaslcosa sul mio blog!!!
    un abbraccio
    nadia breda

    Commento di nadia — 21 dicembre 2009 @ 07:12

  2. cara Nadia grazie, e’ un onore ricevere da te un apprezzamento cosi bello. verrò presto a visitare il tuo blog allora…intanto auguri, auguri, auguri!

    Commento di alessandra — 21 dicembre 2009 @ 07:55

  3. cara Alessandra, eccomi finalmente!! congratulazioni per il tuo blog!! Perchè mi piace? Ci prendi per mano e ci mostri te stessa, il tuo mondo: molto reale e ben poco virtuale…
    un caro saluto, Cristiana

    Commento di cristiana stocchino — 19 gennaio 2010 @ 19:29

  4. cara Cristiana e’ sempre bello leggerti :) da quanti anni ci conosciamo? 10 penso…

    per quella proposta di collaborazione l’invito e’ sempre valido mandami un articolo e lo valuteremo insieme, intanto ti invito sin d’ora alla presentazione di Dae sa terra a sa mesa il 30 gennaio a Monserrato.

    Per mail ti darò maggiori ragguagli :)

    alessandra

    Commento di alessandra — 19 gennaio 2010 @ 21:10

  5. grazie Alessandra, molto gentile come sempre!! si ci conosciamo da diverso tempo ma meno di 10 anni… credo:)
    Ho pensato molto all’argomento da esporre nell’articolo, spero ti sorprenda e ti piacia soprattutto. Te lo invierò tra qualche giorno.
    Attendo tue nuove per mail allora e buona giornata!!

    Commento di cristiana stocchino — 20 gennaio 2010 @ 12:00

  6. cara Cristiana dici che sono meno di 10 anni? forse era il 2001 o il 2002, sì. 8, che dici?

    adoro le sorprese… lo aspetto con piacere.

    a.

    Commento di alessandra — 20 gennaio 2010 @ 15:02

  7. Ale, ti leggo sempre con interesse!!

    Commento di mariagrazia — 27 gennaio 2010 @ 22:56

  8. Cara Mariagrazia il mio blog e’ il tuo blog, quando ti punge vaghezza di scrivere qualcosa in tema non esitare, la porta e’ sempre aperta lo sai :)

    Commento di alessandra — 29 gennaio 2010 @ 10:43

  9. Ciao Alessandra scusa se sono sparita da questi schermi! Si ci conosciamo da circa 8 anni (caspita come vola il tempo!). Più o meno da quando iniziai a metter mano alla mia tesi… con tema alimentazione che avventura è stata e quanta pazienza hai avuto!! Da allora ci siamo sentite spesso per mail e forse viste in pochissime occasioni. Ricordo molto bene i seminari tenuti presso il convento di S. Mauro a Cagliari (con l’Associazione Mediterranea). Perché non riproporli? Forse è stata una delle prime manifestazioni culturali (passami il termine) cagliaritane multietniche volte non solo all’iterazione tra ascolto e visioni documentaristiche sempre riferite al tema alimentare, ma pure all’assaggio di bontà culinarie locali e non. Ebbe un gran successo , vero?
    Ora vado a lasciare una mia riflessione sul film Avatar, sperando di non creare incidenti diplomatici!
    a presto, un caro saluto,cristiana

    Commento di cristiana — 15 febbraio 2010 @ 12:56

  10. Buon giorno,
    mi chiamo Alessandro Norsa ed attualmente sto realizzando per conto dell’Istitut Ladin Micurà de Ru una ricerca in merito le vallate ladine.
    Tradizione del 5 di gennaio era un tempo quella di lanciare una ciabatta dietro le spalle per fare dei vaticini sull’andamento dell’anno successivo.
    Ho trovato in altro blog questa notizia “Secondo l’antico rito egizio, poi importato nell’antica Roma, si usava lanciare un sandalo “ad portam camerae” per propiziare i favori di Diana dea della caccia. Se, ricadendo, il sandalo rimaneva in posizione corretta con la suola verso il pavimento allora la caccia sarebbe stata positiva altrimenti ci sarebbero state poche prede. Lanciandoli accoppiati, invece, si interpretava anche la combinazione di posizioni in base alla disposizione delle punte”.
    Notizia interessante ma poco documentata. Sapreste dirmi se è realistica e se vi sono fonti documentarie in merito?

    Cordiali saluti

    Alessandro Norsa

    Commento di norsa alessandro — 12 marzo 2010 @ 15:12

  11. Buon giorno Alessandro, la cultura ladina mi affascina, anche la scorsa estate sono stata in Val Gardena anche se per pochi giorni.

    Non essendo esperta di quel tema ma essendo curiosa ho cercato nel meraviglioso Dizionario dei simboli di Chevalier e Gheerbrant, che offre sempre spunti interessanti.

    La simbologia della scarpa e’ molto importante anche se poco indagata: basti pensare alle scarpe/calze appese per Babbo Natale o la Befana ai camini e alla storia di Cerenentola.

    Nel primo caso la scarpa ha un significato funebre complesso, che gli autori spiegano con dovizia, nel secondo la scarpa “è” la persona, si identifica con la persona.

    Nelle civiltà orientali la scarpa invece rappresenta piuttosto il possesso della terra, viene citato il sociologo Jean Servier col suo saggio Les portes de l’année, il quale sostiene che Ermes ha le calzature perche’ e’ il dio dei confini e dei viaggiatori che quei confini superano, e legittimamente ha la proprieta’ della terra su cui pure si muove leggiadro.

    Sulle sponde meridionali del Mediterraneo lo straniero deve togliersi le scarpe entrando in casa dell’ospite per dimostrare di non voler rivendicare il possesso di quel suolo così come si entra in Moschea scalzi perche’ quel suolo non appartiene agli uomini.

    Secondo me se continua a cercare trovera’ cose molto interessanti sulle scarpe vaticinanti…

    nel blog di Mitì Vigliero ad esempio si parla del lancio della ciabatta da parte delle nubili per indovinare la professione o l’identita’ del marito:
    http://www.placidasignora.com/2007/09/07/i-maneggi-per-trovar-marito/

    Mi tenga, se vuole, al corrente della ricerca, mi farebbe piacere :)

    alessandra

    Commento di alessandra — 13 marzo 2010 @ 15:45

  12. Gent.la Alessandra,
    la ringrazio per la competente risposta. Nelle mie ricerche ho trovato che il De Gubernatis (1869) riferisce che il rito del lancio della scarpa era presente anche in Russia. Una pantofola veniva lanciata sulla strada; la convinzione popolare portava a pensare che lo sposo dovesse giungere da quella parte verso la quale era volta la punta della pantofola.
    Allo stato attuale però vacillano ancora le ipotesi sull’origine.

    Ringraziandoti ancora porgo cordiali saluti

    Alessandro

    Commento di Alessandro Norsa — 10 aprile 2010 @ 10:13

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