Genova lontano dagli occhi, dentro l’anima: la poesia di Laura Ficco
di Alessandra Guigoni
Premessa molto personale: Laura ed io ci siamo conosciute per caso una sera di dicembre, invitate ad una kermesse di scrittrici e poetesse operanti nella provincia di Cagliari. Saggista io, poetessa e pittrice lei.
La rete e la solidarietà femminile esistono eccome, mi sono detta osservando i visi, e ascoltando le parole delle partecipanti. Donne che scrivono è stata una manifestazione interessante e ben organizzata dall’Assessorato alle politiche sociali e dal Centro di documentazione e studi delle donne.
Settimane dopo vengo a sapere che è genovese, come me, e allora per curiosità istintiva la contatto. Viviamo vicine, a pochi chilometri di distanza e, come scoprirò davanti al classico caffè, abbiamo molte cose in comune, cose che lei riesce a far diventare arte con i suoi versi, e questo mi piace molto, è come se desse voce anche ai miei desiderata e alle mie memorie, dolorose e liete.
La mia genovesità dopo tutto esiste se il nostro incontro è così caloroso e subito pieno di confidenze. La città è diventata nei nostri discorsi una specie di amica di cui si sono perse le tracce, anche se non completamente, e di cui si hanno ricordi comuni, fatti di nomi di strade, di profumi, di edifici e naturalmente di cibi: uno su tutti la focaccia.

Mi rendo conto di non aver neppure una foto della mia focaccia da inserire in questo post, quando mai ciò che mastichi ogni giorno lo fotografi? Roba da turisti. Ma ora quando torno a Genova sono turista anch’io… mi sorprendo a fotografare cose che prima mi sembravano banali perche’ familiari, intime, ed ora le trovo curiose, estranee, significative. Lo sguardo da lontano è doloroso a volte eppure è bello, formativo e intrigante.

La mia identità è ibrida, si nutre di diversi luoghi, anche virtuali. Sono sparpagliata, e mi piace. A volte persino tornare in un forum in Rete mi dà il batticuore pensando alle amicizie che ho là, alle discussioni, alle emozioni. Non è un porto sepolto, ma un fiume sotterraneo, che ogni tanto fa capolino. Me ne sorprendo ma non dovrei, in fondo studio l’identità da tanti anni, ma guardarsi allo specchio è diverso, e complica piacevolmente le cose.
Mi viene in mente una bella lettura sulla sardità a cura di Bruno Tognolini in Cartas de logu. Scrittori sardi allo specchio (curato da Giulio Angioni), in cui ibrido era l’aggettivo che gli si addiceva, e credo che mi si addica e forse si addice all’amica Laura Ficco. Ma questo lo sa solo lei, azzardo un’ipotesi.
L’ibridità mi fa balenare alla mente Gregor Mendel e i suoi famosi esperimenti botanici, e le lezioni di biologia e di genetica, anche se l’identità non è matematica nè genetica, ma è un affare di testa e di cuore, sempre. Un’identità non è solo una summa di luoghi, di persone conosciute e di esperienze vissute, che si combinano seguendo delle regole, ma è ciò che scegliamo di divenire, ogni giorno in quei luoghi o altrove, con quelle persone o in loro assenza, con quel bagaglio di esperienze.
La poesia che Laura Ficco dedica a Genova mi incanta, è tratta dal volume Se parla l’anima e la riporto per intero:
Gente di mare.
Gente di antico mare,
di profumate colline,
delle terrazze gradate,
incoronano la mia GENOVA.
Aleggiano in me
sfumati piacevoli ricordi di tenera infanzia,
indelebili a nuovi orizzonti.
Percorro le grigie vie della città vecchia,
una preghiera per ogni chiesa.
Robusta mano stringe l’esile mia,
ballano gli occhi vispi di curiosità.
Luci, addobbi, bellezze e tradizioni,
ipnotizzano candida pupa,
invaghita dai balocchi dell’infanzia.
Sapori e profumi lontani,
ancorati in aromi che incontro.
Burbero e simpatico gergo,
occupa gelosamente in mio cuore,
ricordo di affetti cari oramai scomparsi.
Salgo sulla nave siedo in poppa,
lo sguardo lesto abbraccia la città,
il cuore piange di malinconia.
La lanterna mi saluta
attende il mio ritorno.
Per info sull’autrice: http://lauraficco.info/
La foto della focaccia è gentilmente offerta dal blog di Martina0315, la ricetta si trova ivi: http://martina0315.blog.deejay.it/2008/05/23/cucina-genovese-lesson-n3-fugassa/



Fonte dell’immagine: http://www.twittervocab.com/About_Us.html
La fonte della immagine/scritta è: http://vcchs.co.uk/latin/Year2011/catmart/odietamo.html

Santa Claus. Campagna natalizia della Coca cola del 1964
Un’immagine irriverente del nostro ineffabile amico presa da un sito che ha un nome programmatico: http://www.foundshit.com/tag/santa/
Pinnettu nei dintorni di Fonni. Febbraio 2009. Foto di Alessandra Guigoni

