Nude e crudi il libro di Sandra Puccini piu’ che mai d’attualita’!

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ feb 23rd, 2011

Puccini_book

Invito a leggere il libro come si legge un gran bel saggio, ma anche un romanzo swiftiano, l’ironia pungente che lo pervade lo rende più che mai godibile e il tema e’ d’attualità, forse oggi ancora più di ieri:  si disserta attorno al corpo delle donne ma anche degli uomini, all’immaginario collettivo veicolato dai media, dalla cattiva maestra televisione ma anche dalla letteratura e dal cinema italiota usa e getta.

Indimenticabili i brani su Beautiful, “verso l’irrealta’” tra donne in perenne abbigliamento da cocktail e uomini caricaturali, con tratti ipervirili, che non accettano il tempo che passa (e se state pensando a qualche Napoleone nostrano siete nel giusto).


 Felice il popolo che non ha bisogno di eroi

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ feb 22nd, 2011

ORGOSOLO

Fotografato ad Orgosolo (NU) un paio d’anni fa, in primavera


 Un’alternativa al Festival di Sanremo

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ feb 21st, 2011

Quest’anno sono riuscita a vedere 0 minuti di Festival di Sanremo. Zero minuti spaccati. Come? Le prime serate non è stato difficile, un telefilm in prima Tv, un libro da terminare, la biancheria da piegare da perfetta desperate housewife, una telefonata ad un’amica hanno provveduto egregiamente a salvarmi…

Ma ieri sera, sabato, la seratona finale… ammetto di aver avuto la tentazione di sintonizzarmi su Rai 1 per ascoltare Vecchioni, ma per fortuna sono uscita in tempo per una cena biodinamica (con prodotti anche di Giorgio, che fa con passione e per passione il lavoro del contadino) con spettacolo di poesia e musica annesso e connesso in quel di San Sperate (Ca).

San Sperate è un paese museo, ma soprattutto è un paese vivo, vivace, ospitale, aperto. Dove organizzano molti eventi, spettacoli, mostre e li fanno  bene.

Di fatti non me ne sono pentita: Arte in S(c)ena è stata una bella sorpresa, una serata piacevole, organizzata da 3 amiche con competenza e passione, tra cui la” mitica” Noemi.

recital

Il menu era di tutto riguardo, prodotti locali coltivati in biologico e/o biodinamico, l’allestimento della saletta che ci ha ospitato era accogliente, curato; lo spettacolo, “Poesie sparse” di Giuseppe Boy emozionante, e i musicisti hanno accompagnato il recital con musiche suggestive.

banchetto1

Come da locandina avevo portato con me un paio di poesie, sapevo che Boy forse avrebbe chiesto al pubblico se aveva qualche poesia in borsa da fargli leggere. Niente di mio per carità. Un paio di poesie di Carol Ann Duffy, poetessa scozzese. Boy ha letto La moglie di Pilato, perciò qui trascrivo Penelope, altrettanto intensa.

Penelope

All’inizio, guardavo la strada
sperando di vederlo arrivare
camminando disinvolto tra gli ulivi,
un fischio al cane
che lo piangeva col muso caldo sulle mie ginocchia.
Sei mesi di questa storia
poi ho capito che passavano giornate intere
senza che me ne rendessi conto.
Presi ago e filo, forbici e tela;
pensando di distrarmi,
invece mi ritrovai l’industria di una vita.
Ricamai una ragazza
sotto una sola stella – punto a croce, seta argento –
che rincorre la palla saltellante dell’infanzia.
Per l’erba scelsi tre toni di verde;
un rosa antico, un grigio ombra
per mostrare una bocca di leone che gargarizza un’ape.
L’albero lo ricamai col filo nocciola,
il mio ditale come una ghianda
spuntava dalla terra bruna.
Nell’ombra
avvolsi una fanciulla in un profondo abbraccio
col ragazzo-eroe
e mi smarrii del tutto
in un folle ricamo d’amore, desiderio, perdita e rimpianto;
poi guardai lui salpare
nei lenti punti d’oro del sole.
E quando gli altri vennero a prendergli il posto,
a disturbare la mia pace,
presi tempo.
Misi su una faccia da vedova, tenni la testa bassa,
facevo il lavoro di giorno e lo disfacevo di notte.
Sapevo a che ora della sera la luna
cominciava a sfilacciarsi,
la rammendai.
Fili grigi e marroni
inseguivano il pesce guizzante del mio ago
a formare un fiume che mai avrebbe raggiunto il mare.
Lo ingannai. Mi stavo disegnando
il sorriso di una donna al centro
del mondo, indipendente, intenta, soddisfatta,
e certamente non in attesa,
quando fuori dalla porta – troppo tardi – udii un passo ben
noto.
Inumidii il mio filo scarlatto
e ancora una volta infilai il centro della cruna.

Carol Ann Duffy


 “Cibo per la mente” 20 febbraio 2011 Radio Rai Sardegna

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ feb 14th, 2011

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Domenica 20 Febbraio 2010 sulle frequenze di Radio Rai Sardegna andrà in onda la puntata della trasmissione “Cibo per la mente” alla quale ho partecipato, invitata cordialmente da Caterina Pinna e Francesco Abate. E’ stato piacevole ed emozionante chiacchierare di quanta America c’e’ in Sardegna dal punto di vista alimentare con Francesco e Caterina e ascoltare lo chef Paolo Perella in collegamento dal suo ristorante di Villasalto.

Domenica a partire dalle 09 a.m. sintonizzatevi numerosi, mi raccomando!


 Serene Feste natalizie a tutti!

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ dic 19th, 2010

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Grazie a tutti i colleghi ed amici che mi hanno scritto a proposito della newsletter, le vostre mail mi hanno dato una ventata di energia e di calore natalizio;  grazie per tutti i messaggi d’auguri, che contraccambio di cuore.

Che il 2011 sia meglio del 2010, e ci porti liberta’, uguaglianza, fraternita’ e laicita’, oltre a più giustizia, salute e scuola per tutti.

alessandra


 Vino e patate

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ dic 10th, 2010

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Stasera si prepara una piccola cena in tema prenatalizio, con due vini buoni, espressione di due terroir sardi noti,  cercando di coniugare desiderio di bere bene e di salvaguardare il portafogli.

Di Is Arenas ho sentito parlare dal mio  sommelier di fiducia, mio marito, che a sua volta ha sentito buone recensioni da altri colleghi e amici esperti di cantine e buone etichette.

E’ un Carignano del Sulcis, espressione di un territorio, il sud ovest dell’Isola, che è caldo, sabbioso, selvaggio e profumato di macchia mediterranea.

Il vino Malvasia di Bosa annata 2006 di G.B.Columbu si commenta da se’ , quest’anno ha avuto un altro prestigioso riconoscimento, quello della Guida d’Italia 2011 dei vini de L’Espresso, che l’ha eletta migliore bottiglia italiana, con un bel 20/20.

Bosa e’ una di quelle città di mare di cui e’ facile innamorarsi, è piccola, curata e attraversata da un fiume, il Temo, che le da’ un fascino particolare. La costa intorno e’ tutta bella, da un lato si arriva sino ad Alghero, dall’altra sino alla penisola del Sinis, con le magnifiche rovine di Tharros.

I cibi che accompagneranno la cena sono semplici: tagliatelle fatte in casa al burro, bocconcini di pollo con carciofi sardi, involtini di pollo farciti accompagnati da patate arrosto, seguirà l’ananas e un panettone di Pula come dessert.

Le patate provengono da Fonni, un paese di montagna in provincia di Nuoro, sono coltivate oltre i 900 m. e sono biologiche. Sono gustose anche senza condimenti, bollite, ma cotte in forno con un filo d’olio trovano forse una delle loro migliori espressioni. Quelle patate le ho assaggiate per la prima volta nel 2001 e da allora non le ho piu’ lasciate.

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 dolcetti, caschettes e fiori d’autunno del Campidano di Cagliari

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ nov 19th, 2010

di Alessandra Guigoni

Stamattina sono andata a correre, o meglio  a raccogliere fiori; quando l’afa estiva lascia l’Isola la natura si concede una primavera novembrina, negli autunni piovosi si intende, che rendono la campagna piena di fiori, bianchi, gialli e viola, di chiocciole d’ogni forma e colore e di erbe selvatiche eduli come biete e su amingioni, che ha il sapore della rucola (per maggiori dettagli rimando al compianto Siro Vannelli e al suo splendido libro fotografico, edito da AM&D di Cagliari).

Poi ho preso un vassoietto di dolci per un ospite di riguardo che attendo stasera, fruttini, caschettes, e dolcetti vari, preparati da un panificio dei dintorni di Cagliari che fa ancora le cose per bene e  buone.

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 Dolcetti di Sanluri e pistoccheddus de Serrenti

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ nov 18th, 2010

Per i miei amici twitteri cosi quando glieli offro li potranno visualizzare!

dolcetti


 L’estate di San Martino e i fiori di zafferano di San Gavino

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ nov 15th, 2010

di Alessandra Guigoni

Una rima facile, San Martino e San Gavino, ma sì, e come diceva il grandissimo poeta Giorgio Caproni, pensando con nostalgia alla sua mamma ne Il Seme di piangere “Per lei torni in onore / la rima in cuore e amore”.

Ieri l’estate di San Martino mi frullava in testa: innanzitutto perche’ era una giornata straordinariamente mite e soleggiata, anche per il clima sardo, poi perche’, come ho scritto di seguito, stavo pensando ad una cosa scritta da Pietro Clemente e ieri mi e’ sembrato di vedere il cerchio quadrarsi, in quel campo di zafferano.

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E allora per lo zafferano, spezia antica, costosa, ancor oggi coltivata in pochi luoghi eletti in Italia e nel mondo, torni in onore la rima baciata.

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L’estate di San Martino e i fiori di zafferano di San Gavino, San Gavino Monreale, a una manciata di chilometri da Cagliari, cittadina così moderna, con la sua stazione nuova, eppure così antica, con quei mucchi di fiori di zafferano accanto ai campi di croco, che a metà novembre rompono la monotonia del verde fresco e della primavera anticipata dei fiori gialli di Mandela, con quel loro viola brillante.

Fiori di zafferano mondati e poi ridati alla terra, loro madre, con un rito uguale a se stesso da sempre ci dicono le raccoglitrici.

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L’estate di San Martino, il santo si festeggia l’11 novembre, è qualcosa di cui mi ha accennato l’antropologo Pietro Clemente e le sue belle iniziative per la valorizzazione del mondo mezzadrile, anzi contadino tout-court.

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L’11 novembre Pietro Clemente propone, potrebbe diventare la giornata nazionale della memoria dei contadini, per rompere gli indugi e per cercare spezzare la marginalità del loro mondo, un mondo dico io stretto tra una iperproduzione di beni inutili qui (cellulari, pellicce ecologiche, babbi natali cantanti e compagnia, putti di vetro, cornici digitali) e una ipoproduzione di beni primari, commestibili, altrove; un mondo in cui qui non conviene piu’ produrre dal punto di vista economico, ma solo consumare e consumare tanto, chi si ferma e’ perduto, l’economia va a gambe all’aria, e la’ si deve produrre per noi, e il consumo e’ risicato, anche quello dei generi di prima necessita’.

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Nonostante lo zafferano sia spezia costosa non ci si arricchisce coltivandolo, stretti come sono i coltivatori tra tasse, imprevisti, e una globalizzazione che mette in circolo zafferano di scarsa qualita’ a prezzi irrisori, ma la bellezza e il profumo di quel fiore, la bonta’ di quella spezia forse rendono la vita del coltivatore di zafferano di qualita’ più serena, o almeno cosi mi auguro.

Continuo a vedere nella bellezza e autenticita’ delle cose, nel Gusto e nella Poesia, e nella rima cuore/amore una via di fuga a questi tempi così difficili, velenosi, che pero’ come ogni tempo di crisi contengono anche l’antidoto al veleno, basta saperlo decifrare e poi distillare e mettere in circolo, in moto.

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Un ringraziamento a Chiara ed Efisio, squisiti ospiti, ai compagni di smurzu grandi e piccini e agli amici della condotta cagliaritana di Slow food.


 Grande Bruno Munari: timbri vegetali per disegnare il mondo

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ nov 8th, 2010

di Alessandra Guigoni

Domenica ho partecipato ad un interessante laboratorio organizzato da Munlab (Milano) e Associazione Malik:  davanti a me una cassetta di verdura e delle strisce di carta, timbri colorati e accanto a me tante altre persone, soprattutto donne e bambini, desiderosi di mettersi alla prova e divertirsi per una mattina diversa dal solito.

Si trattava di utilizzare uno dei metodi di Bruno Munari, il grande artista e designer scomparso nel 1998.

Da antropologa dell’alimentazione vedere dei vegetali sezionati e usati come timbro per comporre piccoli disegni è stato curioso, un gioco curioso. Invece delle parole ho usato le mani, invece della mia solita cassetta degli attrezzi di concetti ho cercato di fare appello alla creatività e all’immaginazione del fare.

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Sapevo che le possibilità e i territori della connessione cibo ed arte sono vastissimi, e un campo di ricerca-azione ancora poco esplorato tutto sommato dal punto di vista sociale e culturale, se non con il food design, e l’idea di Bruno Munari mi e’ sembrata davvero smart nella sua semplicità: utilizzare prodotti umili, quotidiani, per creare opere d’arte anche raffinate se vogliamo, ma soprattutto per togliere la briglia alla fantasia e all’immaginazione.

Le foto in calce testimoniano le diverse fasi del laboratorio, dalla cassetta piena di verdure di stagione sino alle opere, esposte a fine laboratorio sui gradini della Chiesa di Santa Chiara in Cagliari. Alcuni risultati sono stati molto suggestivi, intriganti.

Buona visione!

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