“the best of” da Videolina mattina

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ mag 8th, 2011

Su cortese richiesta di amici e colleghi inserisco i collegamenti ad alcune interviste e/o brevi interventi che ho fatto alla trasmissione TV Videolina  mattina, condotta da Mara Chessa e Paolo Fasanari,  su temi di varia attualità, dal galateo alle pratiche di svezzamento, dalla storia delle piante americane in Italia alla biodiversità, sino al mondo del vino, nell’ottica dell’antropologia e storia dell’alimentazione.

1.  Antropologia storica e sociale sull’alimentazione “all’italiana” in Videolina mattina - 26/11/2010

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2. Le origini del Galateo in Videolina mattina - 04/03/2011

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3.Riflessioni sulla biodiversità coltivata in Videolina mattina – 10/01/2011

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4. Storia e cultura del vino in Sardegna a Videolina mattina con Giovanni Melis e Mariano Cannas; presi dai discorsi sul maiale si è parlato forse poco di vino ma di cultura enogastronomica sì. Il video contiene uno dei mie famosi lapsus  :) 21/02/2011

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5. L’olfatto e i  sensi coinvolti nella degustazione a Videolina mattina con Enzo Biondo (ONAV – Cagliari) – Videolina mattina 10/12/2010

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6.  Che cos’è l’antropologia del cibo o alimentare Videolina mattina – 27/09/2010

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7.  Lo svezzamento differenze tra ieri e oggi. Videolina mattina – 11/11/2010

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 il “cattivo selvaggio” e il “bravo ecologista”

 Filed under: NUGAE — Alessandra Guigoni @ ago 7th, 2009

di Alessandra Guigoni

La notizia sta facendo discutere: gli aborigeni australiani non vogliono che le loro terre diventino un gigantesco parco naturale, dove le attività economiche locali sarebbero vietate o comunque fortemente compromesse. Da una parte ci sono gli ecologisti bianchi, dall’altra i nativi.

La cosa non stupisce affatto, spesso per difendere l’ambiente (entità astratta) si dimenticano le persone che di quell’ambiente ci campano da millenni, pescando, cacciando, coltivando, allevando bestiame ecc., e si studiano leggi e soluzioni per proteggere e salvaguardare piante e animali senza interpellare, dialogare, venire a più miti consigli con i nativi. Come se la biodiversità non comprendesse anche le persone. Assurdo ma succede. Succede là, succede qua.

Già gli Aborigeni: una etnia superstite (appena il 2% della popolazione australiana) che solo dal 1967 il governo australiano ha riconosciuto degna di essere ritenuta con pari diritti dei colonizzatori che invasero le loro terre poco più di 2 secoli fa…  una cultura che è conosciuta per il boomerang, per la musica del didgeridoo ed è stata utilizzata spesso come pietra di paragone del “buon selvaggio”,  dell’uomo primitivo docile, mansue o, amante della natura, saggio e ingenuo come un bambino. Immaturo ma tanto carino: da fotografare, filmare, merchandizzare. Succede là, succede qua.

E invece gli Aborigeni non ci stanno. Rivendicano il loro diritto ad usare la terra. La userebbero male, pensano e dicono gli ecologisti. Può essere: del resto noi fratelli occidentali abbiamo esportato sin lì un modello di sviluppo assurdo, irrazionale, basato sullo sfruttamento delle risorse umane e naturali , dunque può essere che inizialmente faranno male come abbiamo fatto noi. Ma non siamo nè i loro padri nè i loro padrini, e loro non sono bambini.

La libertà ha un prezzo, oltre che un bellissimo sapore e odore; personalmente sono certa che faranno buon uso della loro libertà, visto che i nostri sbagli li conoscono benissimo e cercheranno di tenersene alla larga.

Il leader della prote­sta è l’avvocato Noel Pe­arson, impegnato fin da­gli anni ’90 in difesa dei nati­vi. «Con dieci fiumi protetti, scompariranno anche le coltiva­zioni necessarie al sostentamen­to — spiega —. Vogliono condan­narci ad aiuti sociali perpetui». Già.

Spesso succede che la soluzione “Ghetto dorato” sia la più gettonata dai governi con le minoranze etniche, linguistiche, sociali. Li si rimpinza di aiuti economici ma li si rende ancora più deboli e dipendenti, passivi, bisognosi.

Perchè dare autonomia, indipendenza, libertà costa, sopratutto se non si hanno veramente a cuore, come molti Governi nazionali  di ogni parte del globo, gli interessi e il futuro dei propri “protetti”.

Per saperne di più consiglio l’incisivo articolo pubblicato su The Australian.