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	<title>etnografia.it &#187; internet</title>
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	<description>Blog di alessandra guigoni</description>
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		<title>a.a.a. amici cinguettanti (twitter addicted) cercasi</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 09:21:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Guigoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alessandra Guigoni Fatevi avanti! Twitter il social network dedicato ai microblogger, coloro che hanno il dono della sintesi (140 caratteri a post, non una lettera o spazio in piu&#8217;) e cose da dire per ora parla sopratutto giapponese e inglese, di italiano si legge poco, ed e&#8217; un peccato visto che siamo un popolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di Alessandra Guigoni</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fatevi avanti! <strong>Twitter</strong> il social network dedicato ai microblogger, coloro che hanno il dono della sintesi (140 caratteri a post, non una lettera o spazio in piu&#8217;) e cose da dire per ora parla sopratutto giapponese e inglese, di <strong>italiano</strong> si legge poco, ed e&#8217; un peccato visto che siamo un popolo di <strong>santi, poeti e navigatori </strong>oltre che di puttanieri e faccendieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche<strong> Barack Obama</strong> cinguetta su Twitter; twit infatti e&#8217; la parola onomatopeica dal verbo <em>to tweet</em> che imita il cinguettio dei volatili. E un uccellino azzurro e&#8217; il logo di questo social nerwork. Nato appena nel 2006 sta facendo concorrenza a facebook, anche se si tratta di due generi e stili di comunicazione completamente diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">La home page degli utenti di <strong>Twitter</strong> infatti e&#8217; molto <em>basic</em>, e la parola e&#8217; tutto. Si comunica con frasi brevi, ad affetto, dense di significato. Non si possono inserire immagini, filmati, solo links e sempre rimanendo nell&#8217;ambito dei 140 caratteri. I propri pensieri sono inseriti nella home page, tutti possono leggerli, anche se poi essendo milioni gli utenti prevale la lettura dei messaggi dei propri <strong>following </strong>ossia di chi ci segue e legge. La figura opposta al following e&#8217; il <strong>follower</strong> ossia chi segue un altro microblogger.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio: sono <em>follower</em> di Barack Obama come altri 3 milioni di twitters ma lui non segue me, non e&#8217; un mio <em>following</em>, tanto per capirci meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>Facebook</strong> la comunicazione e&#8217; più latina, articolata e ha una serie di opzioni, tra cui la <em>chat</em>, gli <em>album fotografici</em>, e via dicendo. E&#8217; una specie di blog a tutti gli effetti, anche se circola solo tra gli amici e chi non e&#8217; <strong>amico </strong>non ha diritto alla lettura, mentre i blog come questo sono aperti a tutti e tutti possono leggere, essendo pubblicato sul <strong>Web</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando a Twitter direi che Internet ha anche questo di bello: che io che non conto nulla o conto poco, e lui che e&#8217; l&#8217;uomo piu&#8217; potente della terra, parlo del Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, condividiamo uno spazio virtuale, il cyberspazio, e teoricamente, almeno teoricamente, abbiamo la stessa possibilità di comunicare grazie a twitter.com.</p>
<p style="text-align: justify;">Twitter e&#8217; uno spazio che ha le stesse opzioni, formato, carattere per tutti. Un contenitore simile, in cui la differenza la fanno i contenuti e le persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono persone che grazie a Twitter sono diventate <strong>popolari,</strong> icone forse momentanee del circo dei mass media, nonostante nel mondo offiline non siano ne&#8217; ricche, ne&#8217; belle ne&#8217; potenti. E&#8217; la capacità affabulatoria, l&#8217;essere dentro la notizia, la cronaca, la sincerita&#8217; e l&#8217;ironia ad essere le armi vincenti. Forse la cronaca in futuro si seguirà anche con twitter, visto che siamo bombardati dall&#8217;informazione ma le persone leggono e ascoltano sempre meno.</p>
<p style="text-align: justify;">140 caratteri forse diventeranno la soglia di attenzione dei <strong>cybernauti</strong>. E degli studenti. provate a spiegare una lezione o a fare una conferenza usando frasi di 140 caratteri. 140 caratteri per volta. Poi stop e pausa. Non e&#8217; male, ci ho provato e mi e&#8217; sembrato di essere meno noiosa del solito.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi volesse seguirmi o farsi seguire su Twitter, cerchi di <strong>Alexethno </strong>aka Alessandra Guigoni:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://twitter.com/alexethno" target="_blank">http://twitter.com/alexethno</a></p>
<p style="text-align: justify;">Per chi volesse seguire the US President (noblesse oblige citarlo): http://twitter.com/BarackObama</p>
<p style="text-align: justify;">E infine per chi volesse conoscere i segreti di Twitter: http://twitteritalia.com/</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/ALESSA%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="size-full wp-image-358 alignleft" title="twitter" src="http://www.etnografia.it/wp-content/uploads/2009/09/twitter1.jpg" alt="twitter" width="493" height="254" /></p>
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		<title>nella tela del ragno</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 16:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Guigoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Alessandra Guigoni Dal fumettistico Spiderman alla bellissima Lullaby dei Cure, dalla greca Aracne al postmoderno World Wide Web il mito del Ragno e della Ragnatela non conosce confini geografici e storici. La rete del ragno è una metafora potente delle potenzialità dell&#8217;intreccio, dell&#8217;abilità della tessitura di relazioni positive ma anche di trame pericolose. Ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di Alessandra Guigoni</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dal fumettistico Spiderman alla bellissima Lullaby dei Cure, dalla greca Aracne al postmoderno World Wide Web il mito del Ragno e della Ragnatela non conosce confini geografici e storici.</p>
<p style="text-align: justify;">La rete del ragno è una metafora potente delle potenzialità dell&#8217;intreccio, dell&#8217;abilità della tessitura di relazioni positive ma anche di trame pericolose. Ogni disegno complesso contiene dei punti di forza e dei punti deboli, ogni relazione può diventare una <em>Liaison </em><em>Dangereuse.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;espansione dei social network, Facebook in primis, a cui tutti sembrano iscritti (me compresa, sic) a mio parere gli aspetti vischiosi e guardoni della Rete, l&#8217;altra faccia dell&#8217;intelligenza collettiva e connettiva, si sono espansi e sono diventati particolarmente pericolosi per la privacy delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio ci sono mille banali trucchi per conoscere gli amici degli amici, e dunque risalure al <em>milieu</em> sociale, economico, personale del malcapitato al centro della ragnatela dello spione di turno. E inoltre nei social network le informazioni sulla vita privata, le informazioni cosiddette <em>sensibili e riservate </em>si sprecano&#8230;ossia dove lavoriamo, che facciamo, dove andremo in vacanza, di chi siamo amici, chi ci abita vicino, quali sono i nostri orientamenti sessuali, politici, religiosi. Tutte cose che pensiamo di dire agli amici nel segreto di una pagina web, e invece le stiamo urlando al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando entriamo in una chat, in un forum, su facebook, pensiamo di essere in un bar a chiacchierare, o ancor meglio nel nostro salotto, e non ci accorgiamo di essere in una stanza che ha pareti trasparenti e in cui il nostro sussurro e&#8217; amplificato da mille microfoni, da centinaia di videocamere sempre accesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le relazioni <em>face to face</em> declinano in favore delle amicizie cosiddette virtuali, inutile far finta che non sia così. Forse ciò accade perchè si e&#8217; sempre più soli ma anche sempre più incapaci, per mancanza di tempo, di luoghi adatti, di occasioni, di stringere conoscenze. Una volta c&#8217;era la piazza, l&#8217;agorà. Ora c&#8217;è Internet, il <em>villaggio globale</em> (mai definizione fu più azzeccata, a mio modesto parere). Così il virtuale ossia la vita online diventa una valvola di sfogo, un&#8217;alternativa, in certi casi l&#8217;alternativa con la A maiuscola alla vita off line.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; più facile trovare in rete persone che condividano con noi certe passioni, certe idee, certe esperienze grazie alla comunità virtuali basate su interessi, relazioni, esperienze affini, piuttosto che cercarle nel mondo reale, col lanternino, dove le affinità elettive sono rare, e vanno coltivate con pazienza e dedizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece la relazione su Internet è in tempo reale, scorre velocissima, e in pochi giorni sembra di conoscere una persona da una vita. é il tempo su Internet, non lineare, piuttosto ciclico, più vicino al mito e ai suoi stilemi che alla vita quotidiana con le sue miserie lineari.</p>
<p style="text-align: justify;">Internet ti permette di far scorrere in tempo in un modo diverso, piegandolo in apparenza ai tuoi desideri e bisogni: sembra che non passi mai il tempo, che sia sempre <em>hic et nunc.</em></p>
<p style="text-align: justify;">In realtà non ci si accorge di trascorrere parecchie ore davanti ad uno schermo battendo forsennatamente la tastiera. Si fa sera e ci si accorge di non aver combinato nulla; é successo a tutti: esperti e neofiti felici prigionieri della tela digitale del ragno.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sto demonizzando alcunche&#8217;, perche&#8217; continuo a pensare che Internet sia una delle maggiori invenzioni del XX secolo, e&#8217; versatile, policentrica, un po&#8217; guascona, c&#8217;e&#8217; tutto e il contrario di tutto; personalmente mi piace poter scrivere ai miei amici messicani e leggere le loro risposte dopo pochi secondi, chattare con i miei ex compagni di scuola, vedere le foto dei loro figli e dei loro giardini lontani, e leggere dallo schermo articoli e notizie da tutto il mondo; mi piace poter vedere video buffi o commoventi su youtube, e poter ascoltare la mia musica preferita mentre scrivo; continuo a stare nella tela, ma non do più le spalle al ragno, lo guardo in faccia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Scrivo dunque sono</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 14:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Guigoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricordo che anni fa un collega, Ugo Fabietti, scrisse: tutto ciò che è analogico verrà dimenticato, tutto ciò che è digitale verrà ricordato, mi pare di aver parafrasato fedelmente. Allora sembrava un&#8217;esagerazione, la Rete era nata da poco e muoveva i suoi primi passi, non era un&#8217;adolescente piena di potenzialita&#8217; (ma anche di complessi) come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ricordo che anni fa un collega, Ugo Fabietti, scrisse<strong>: tutto ciò che è analogico verrà dimenticato, tutto ciò che è digitale verrà ricordato</strong>, mi pare di aver parafrasato fedelmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora sembrava un&#8217;esagerazione, la Rete era nata da poco e muoveva i suoi primi passi, non era un&#8217;adolescente piena di potenzialita&#8217; (ma anche di complessi) come è adesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Anni dopo ho scritto una piccola cosa sulla <strong>memoria</strong>, colpita durante un volo aereo dal dialogo tra i due piloti, era prima dell&#8217;11 settembre, quando si poteva stare nelle cabine appolaiati dietro ai piloti, e bearsi della sensazione di volare, davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">mi pare che sia ancora in rete quella cosa, <strong>Memoria e conoscenza oggi. Un&#8217;ouverture</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevo pressapoco:</p>
<p style="text-align: justify;">Ritenzione e oblio sono i due poli della nostra memoria che l&#8217;invenzione                della scrittura e via via degli altri dispositivi mediatici (stampa,                fotografia, filmato) hanno modificato nelle loro dinamiche. Infatti                la scrittura in quanto memoria esteriorizzata permette un&#8217;enorme                espansione della facoltà di riprendere gli atti comunicativi                e le informazioni memorizzate in precedenza; nello stesso tempo                d&#8217;altro canto conduce ad un&#8217;atrofizzazione delle capacità                mnemoniche naturali; come ci ricorda Assmann: &#8220;Con l&#8217;esteriorizzazione                del senso, si schiude una dialettica del tutto diversa: alle forme                nuove, positive della ritenzione e della ripresa anche a distanza                di millenni, corrispondono in negativo le forme dell&#8217;oblio mediante                l&#8217;archiviazione e quelle della rimozione mediante la manipolazioni,                la censura, la distruzione, la riscrittura e la sostituzione&#8221;                [Assmann 1997: XIX].</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.analisiqualitativa.com/magma/0000/articolo_01.htm">http://www.analisiqualitativa.com/magma/0000/articolo_01.htm</a></p>
<p style="text-align: justify;">Parlavo di due ordini di problemi: del fatto che ormai siamo avviati nolenti o volenti ad un<em> life long learning</em>, e che le conoscenze di oggi saranno sicuramente insufficienti domani,  ma anche al fatto che ormai abbiamo affidato la nostra memoria a dispositivi esterni alla nostra mente: cellulari, palmari, macchina fotografica digitale, videocamera, personal computers, ecc. ecc. ecc. depositiamo le conoscenze lì&#8230; e ricordiamo a memoria sempre di meno e sempre meno volentieri.</p>
<p style="text-align: justify;">siamo già cyborg, uomini_macchina, senza forse esserne completamente consapevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">dopo altri anni trovo questa frase, ad incipit del blog digg.it</p>
<p id="blog-description" style="text-align: justify;"><strong>Se non lo scrivo lo dimentico. Se lo scrivo qualcuno me lo ricorderà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Giusto e sensato per un blogger del XXI secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio calembour viene naturale:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scrivo <em>dunque </em>sono. Se non scrivo mi dimentico chi sono. Se scrivo qualcuno <em>mi </em>ricorderà. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In realtà dai poemi omerici ai canti Lakota, dall&#8217;epopea di Gilgamesh all&#8217;Infinito di Leopardi scrivere è sopravvivere a se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo che oggi invece di farlo su di una tavoletta d&#8217;argilla spalmata di cera o su di una pergamena&#8230;</p>
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		<title>voyeurismo mediatico</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 11:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Guigoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Più lo spettatore è al sicuro e più grande è il pericolo che vede, tanto più si interessa allo spettacolo. Questa è la chiave di tutti i segreti dell&#8217;arte tragica, comica, epica&#8221;. Ferdinando Galiani, Dialogues sur le commerce des bleds, 1770. Così nei forum virtuali quando scoppiano le flame ci si accomoda a godersi lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Più lo spettatore è al sicuro e più grande è il pericolo che vede, tanto più si interessa allo spettacolo. Questa è la chiave di tutti i segreti dell&#8217;arte tragica, comica, epica&#8221;. Ferdinando Galiani, <em>Dialogues sur le commerce des bleds,</em> 1770.</p>
<p style="text-align: justify;">Così nei forum virtuali quando scoppiano le <em>flame</em> ci si accomoda a godersi lo spettacolo invece di cercare di sedare gli animi, così esiste il turismo sui luoghi di terremoti, disastri ferroviari e via discorrendo,  così in autostrada quando c&#8217;e&#8217; un incidente grave gli automobilisti rallentano per cercare di vedere qualcosa, così anni fa si faceva la fila per assistere al processo della Franzoni, o si andava a Cogne a vedere la villetta o si andava a letto a notte fonda per vedere il plastico della suddetta villetta illustrato dal &#8220;bravo presentatore&#8221; Bruno Vespa.</p>
<p>de gustibus EST disputandum dopo tutto.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-145" title="family_watching_television_1958" src="http://www.etnografia.it/wp-content/uploads/2009/07/family_watching_television_1958-300x278.jpg" alt="family_watching_television_1958" width="300" height="278" /></p>
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		<title>AM@RCORD</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 16:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Guigoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Internet per l&#8217;antropologia : risorse e strumenti per la ricerca etnografica nel cyberspazio. Così suonava il titolo del mio primo libro, annus domini 2001, dedicato alla comunicazione mediata dal computer e alle nuove tecnologie informatiche. Il mio amore per Internet ha radici lontane, è nato insieme al mio amore per Cagliari&#8230; quando nel 1993 al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Internet per l&#8217;antropologia : risorse e strumenti per la ricerca etnografica nel cyberspazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Così suonava il titolo del mio primo libro, <em>annus domini</em> 2001, dedicato alla comunicazione mediata dal computer e alle nuove tecnologie informatiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio amore per Internet ha radici lontane, è nato insieme al mio amore per Cagliari&#8230; quando nel 1993 al CRS4 vidi sullo schermo di un PC uno strano affare, Mosaic, un browser che ora è un fossile della Rete&#8230; e imparai la parola Internet, che allora era davvero per pochi intimi, e veniva sussurrata e accarezzata come se fosse una creatura appena nata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed era così. Emetteva i primi vagiti ed era già un enfant prodige. Tra me e Lei (perchè Internet è femmina, senza dubbio) fu amore a prima vista.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_5" class="wp-caption alignnone" style="width: 258px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.name.it/?ac=scheda&amp;i=54"><img class="size-full wp-image-5" title="guigoni_internet" src="http://www.etnografia.it/wp-content/uploads/2009/06/guigoni_internet.jpg" alt="saggio pubblicato per NAME di Genova" width="248" height="355" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd" style="text-align: justify;">saggio pubblicato per NAME di Genova</dd>
</dl>
</div>
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		</item>
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		<title>Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla</title>
		<link>http://www.etnografia.it/2009/06/29/ciao-mondo/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 15:21:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era ora che mettessi mano al mio sito Internet, uguale a se stesso da 11 anni. Ricordo quando iniziai a schizzarlo, nell&#8217;estate del 1997. Scritto in html puro e duro, senza editors o altre diavolerie senza concessioni alla bellezza o peggio al lusso a parte il box d&#8217;iscrizione alla newsletter &#8220;etnografie. scrivere le culture@ rete&#8221;&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Era ora che mettessi mano al mio sito Internet, uguale a se stesso da 11 anni. Ricordo quando iniziai a schizzarlo, nell&#8217;estate del 1997. Scritto in html puro e duro, senza editors o altre diavolerie <img src='http://www.etnografia.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  senza concessioni alla bellezza o peggio al lusso a parte il box d&#8217;iscrizione alla newsletter &#8220;etnografie. scrivere le culture@ rete&#8221;&#8230; da oggi si cambia&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Rassicuro i miei quattro lettori dicendo che rimarrà la <strong>newsletter</strong>, rimarranno gli <strong>articoli</strong> da poter scaricare liberamente, ma ci sarà anche molto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio <a href="http://www.isolavirtuale.it"><strong>Salvatore</strong></a>, di nome e di fatto, per avermi  mostrato la Rete com&#8217;è nel 2009: <em>blogtagghifera</em> ma anche con molti contenuti, per chi crede ancora nell&#8217;intelligenza collettiva e connettiva, e nello spirito di condivisione che animava la Rete all&#8217;inizio, quando Tim Berners Lee disse: <em>Fiat Lux</em> e così fu.</p>
<p style="text-align: justify;">Al.G.</p>
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