Recensione: Enrica Campanini, Piante medicinali in Sardegna, Nuoro, Ilisso, 2009

 Archiviato in: NUGAE — Alessandra Guigoni @ gen 13th, 2010

campanini

Piante medicinali in Sardegna: un’opera di taglio medico sulla flora sarda in cui non mancano notazioni culturali, demoetnoantropologiche, articolate  in 130 schede monografiche delle piante medicinali in uso nella tradizione popolare sarda.

L’autrice si è laureata, nel 1982, in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze. Dal 1985 si dedica alla ricerca e allo studio delle Piante Medicinali e svolge la libera professione come medico fitoterapeuta. Nel 1990 è  stata la prima italiana a conseguire il Diploma Universitario in Fitoterapia e Piante Medicinali presso la Facoltà mista di Medicina e Farmacia dell’Università di Montpellier I (Francia). Ha all’attivo numerose pubblicazioni di carattere storico-medico. Vive a Firenze dove esercita l’attività di medico e di ricercatrice.

Per ogni pianta è delineato un itinerario ideale che ne descrive il suo utilizzo nei secoli, secondo l’approccio medico, fino ad arrivare all’attuale impiego clinico. Nella sezione “Tossicità ed effetti secondari” sono descritti gli eventuali effetti collaterali, le possibili interazioni e tossicità. Nelle sezioni “Forme farmaceutiche”, “Posologia” e “Formulazioni” si segnalano le ricette di uso comune e di comprovata efficacia. Nelle voci “Medicina popolare” e “In Sardegna” si confrontano affinità e differenze tra la medicina empirica “continentale” e quella “insulare”. Un´ulteriore approfondimento è costituito dalla sezione “Curiosità”, notizie di carattere letterario, folklorico ed etno-antropologico. Completano l´opera il “Glossario dei termini medici”, il “Dizionarietto biografico” e la bibliografia.

Le immagini, bellissime, sono oltre 600, le piante sono ambientate in scorci naturalistici e paesaggistici di rara bellezza, curate da Nelly Dietzel.


 Genovesi nella storia

 Archiviato in: FRIENDS — Alessandra Guigoni @ lug 1st, 2009

Descritti nella lingua originale ed in italiano, a cura di Ebe Buono Raffo, pubblicato da poco da ECIG (Genova) .

Più di un libro di narrativa, è un incrocio originale come la sua autrice, tra un saggio di cultura popolare e una reinvenzione creativa degli stilemi della narrativa locale, il tutto condito da un ottimo Genovese.

La freschezza e l’immediatezza del Genovese consente una agile lettura, a tratti divertita, a tratti riflessiva; il lettore si muove a proprio agio, accompagnato per mano dall’autrice, tra i grandi della Superba.

La traduzione in Italiano è precisa e puntuale.

Ci sono molte curiosità storiche, si impara divertendosi insomma, e alcuni medaglioni storici dei personaggi sono particolarmente riusciti; le figure femminili in primis, forse per la sensibilità dell’autrice, come Caterina Fieschi Adorno, Virginia Centurione Bracelli Grimaldi o ancora Luigia Pallavicini o la celebre Duchessa di Galliera.

Spesso l’incipit è incisivo e il finale sorprendente, altre volte il personaggio mette la parola fine alla propria storia con sobrietà, secondo il più genuino genovese style.

Alcune vite sono esemplari o fonte di considerazioni di buon senso; chiudendo il libro si può dire che in qualche modo i grandi personaggi storici tratteggiati, con quella faccia un po’ così, ci assomigliano, se pensiamo al vecchio adagio sulla genovesità: sono genovese riso raro stringo i denti e parlo chiaro.

copertina del saggio di Ebe Buono Raffo

copertina del saggio di Ebe Buono Raffo